Gazzetta di Modena

Sport

Rachele Barbieri, campionessa acqua e sapone

Rachele Barbieri
◗
Rachele Barbieri

«Il mio sogno sono le Olimpiadi nel 2020 ma nel mio futuro non c’è solo la bici: vorrei anche iscrivermi all’Università»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA La mattina in bicicletta, un centinaio di chilometri nella zona di Castelvetro, il pomeriggio alla redazione della Gazzetta. Questa è la giornata vissuta ieri da Rachele Barbieri, 20anni, neo campionessa mondiale di ciclismo su pista, categoria scratch. L’atleta di Stella è disinvolta e spigliata davanti ai microfoni, a suo agio proprio come quando indossa il caschetto ed entra in clima gara.
Racconta la sua esperienza ad Hong Kong dove è arrivata la maglia iridata e allo stesso tempo rivela di essere una ragazza “normale”, con gli hobby classici delle sue coetanee: «Mi piace stare con gli amici e fare shopping». E poi c’è la passione più grande, quella per la bicicletta: «Mia sorella Rebecca praticava proprio questo sport e così ho finito per seguire le sue orme. E’ stato subito amore».
Anche se non sono mancati i momenti complicati: «L’anno scorso – continua Rachele – avevo pensato di lasciare. Dovevo terminare la scuola e per questo gli impegni sembravano davvero troppi. Non ho comunque mollato, sono riuscita a diplomarmi e pure a continuare a correre».
Quindi è arrivata la decisione più importante: «Terminate le superiori mi sono presa un anno sabbatico dagli studi per dedicarlo esclusivamente al ciclismo. La scelta credo sia stata azzeccata perché sono arrivati risultati importanti».
Ultimo, come si diceva, il trionfo su pista: «Non ero tra le favorite, ma sono riuscita a sfruttare i momenti giusti della gara. Ho avuto modo di confrontarmi con atlete di calibro internazionale e quando alla fine sono venute a congratularsi con me quasi non ci credevo». Insomma si può dire che Stella, frazione di Serramazzoni, è a tutti gli effetti terra di campioni del mondo. Una località di 200 anime che oltre a Rachele ha dato i natali anche ad un certo Luca Toni: «Sarà l’aria buona, chissà. O forse è che in una comunità così piccola c’è la voglia di emergere e tenersi impegnati con attività che vanno fuori dai confini. Forse è proprio per questo…».
Non solo le corse, la ciclista nostrana ha un altro obiettivo: «Beh, mi piacerebbe frequentare l’Università. Come dicevo mi sono presa un periodo di stop dagli studi, ma comunque ho intenzione di ricominciare perché sono convinta sia importante per il futuro. Nel frattempo, restando in tema, ho deciso di passare professionista con un team nordamericano (la Cylance Cycling, ndr) così avrò la possibilità di migliorare il mio inglese».
Senza comunque dimenticare la bicicletta: «Ora punto ai campionati europei in pista e pure su strada che si svolgeranno in Danimarca». Tappe di avvicinamento a quello che è il primo vero traguardo da raggiungere in una seppur giovanissima carriera: «Le Olimpiadi di Tokyo 2020». Ma di questo ci sarà tempo per parlane, magari ancora alla Gazzetta…
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google