Rossi si candida come terzo incomodo
MotoGp. Vale in testa al mondiale: «Ma sarà dura battere Vinales e Marquez»
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ROMA. Pochi ci avrebbero scommesso dopo i test invernali ma vedere Valentino Rossi in testa al Mondiale dopo tre gare se da un lato stupisce anche lui, dall'altro è il logico frutto del mix tra un'esperienza unica e un entusiasmo intatto.
Il secondo posto ad Austin, terzo podio stagionale consecutivo, conferma che Rossi ha preso le misure alla nuova Yamaha M1, cavallo selvaggio che l’altro ieri ha tradito anche l'astro nascente Maverick Vinales, caduto nei primi giri, e che potrà tentare di puntare all'agognato decimo titolo nonostante i 38 anni sulle spalle. L'età sembra un dettaglio, magari addirittura un vantaggio per il fuoriclasse italiano che nel dopo gara si è detto «felice e sorpreso di stare in testa» e nel ritorno dagli States pianifica già le strategie per le prossime gare europee, «con tante piste che mi piacciono», con l'infilata dal 7 maggio Jerez-Le Mans-Mugello prima dell'amata Assen. Con la sua moto n.46, dall'Aprilia alla Yamaha, passando per Honda e Ducati, Vale ha disputato 351 gare, vincendone poco meno di un terzo. I mondiali si vincono però anche coi piazzamenti. La voglia di reagire dopo tre annate amare, e il fisico integro, lo hanno indotto a non scendere di sella. Sa che «sarà dura battere Vinales e Marquez» ma è pronto alla sfida. Dal Texas porta a casa il più bel risultato in cinque edizioni, a dimostrazione che anche a 38 anni si può ancora migliorare. Punti preziosi per portare avanti il sogno della decimo titolo, con l'ottimismo di trovarsi «una moto dal gran potenziale» con cui, ha spiegato, «riesco a essere veloce a fine gara e con le gomme usate».
Il secondo posto ad Austin, terzo podio stagionale consecutivo, conferma che Rossi ha preso le misure alla nuova Yamaha M1, cavallo selvaggio che l’altro ieri ha tradito anche l'astro nascente Maverick Vinales, caduto nei primi giri, e che potrà tentare di puntare all'agognato decimo titolo nonostante i 38 anni sulle spalle. L'età sembra un dettaglio, magari addirittura un vantaggio per il fuoriclasse italiano che nel dopo gara si è detto «felice e sorpreso di stare in testa» e nel ritorno dagli States pianifica già le strategie per le prossime gare europee, «con tante piste che mi piacciono», con l'infilata dal 7 maggio Jerez-Le Mans-Mugello prima dell'amata Assen. Con la sua moto n.46, dall'Aprilia alla Yamaha, passando per Honda e Ducati, Vale ha disputato 351 gare, vincendone poco meno di un terzo. I mondiali si vincono però anche coi piazzamenti. La voglia di reagire dopo tre annate amare, e il fisico integro, lo hanno indotto a non scendere di sella. Sa che «sarà dura battere Vinales e Marquez» ma è pronto alla sfida. Dal Texas porta a casa il più bel risultato in cinque edizioni, a dimostrazione che anche a 38 anni si può ancora migliorare. Punti preziosi per portare avanti il sogno della decimo titolo, con l'ottimismo di trovarsi «una moto dal gran potenziale» con cui, ha spiegato, «riesco a essere veloce a fine gara e con le gomme usate».
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