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Botte in campo, Daspo a cinque giocatori 

di Francesco Dondi
Botte in campo, Daspo a cinque giocatori 

Calcio violento. La Digos punisce le risse di Fiorano-Cittadella e Rivara-Cortilese. Credi: «Un segnale deciso come quello ai genitori»

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Prima era toccato ai genitori, che sugli spalti e durante le partite di settore giovanile, avevano inscenato risse da far west sotto gli occhi atterriti dei figli. Adesso la stangata arriva a cinque calciatori, protagonisti dei fatti violenti alla fine di Fiorano-Cittadella (campionato di Eccellenza) e durante Rivara-Cortilese (Seconda categoria). La Digos ha infatti completato l’identificazione dei violenti e ha avviato i procedimenti affinché il Questore, particolarmente sensibile al tema, emetta altrettanti Daspo, ossia il divieto di accedere alle manifestazioni sportive. Va da sé che i cinque ragazzi non potranno neppure scendere in campo nella prossima stagione calcistica. Si tratta del primo provvedimento di questo tipo che viene applicato al calcio modenese e si può anche dire che c’è stata magnanimità visto che si poteva configurare l’accusa - perseguibile penalmente - di rissa aggravata.
«Mi hanno riferito della decisione - dice il presidente della delegazione provinciale Figc, Vincenzo Credi, da subito intransigente verso gli episodi di violenza in campo ed in tribuna - Volevo innanzitutto ringraziare la Questura, la Digos e il dottor Fraccascia, che tanto si sono adoperati per cercare di debellare la parte peggiore del nostro calcio. Non nego che sono soddisfatto per un provvedimento storico, che si abbina con le squalifiche inflitte dal giudice sportivo e la presa di distanze delle società. Credo che sia un monito per il futuro e a chi ancora non ha capito che uno stadio non è un ring. Ciò vale per i genitori, che anche quest’anno si sono resi protagonisti di episodi incresciosi nelle gare di calcio giovanile, sia per i giocatori, che devono avere ben chiaro ciò che rischiano».
Ma Credi, vede anche un futuro positivo per il calcio modenese. «I campionati giovanili si stanno concludendo e non abbiamo registrato episodi negativi. Anzi, alcuni aggiustamenti di format hanno reso le competizioni avvincenti fino all’ultimo. Come del resto è accaduto anche in Seconda e Terza Categoria con quattro gironi che si sono decisi soltanto all’ultima giornata e le gare playoff che hanno portato tanta gente sugli spalti. Questi sono segnali positivi, che ci danno coraggio e forza nel credere di aver intrapreso una buona strada, che proseguirà soltanto se riusciremo tutti insieme a debellare la violenza e a parlare soltanto di calcio giocato».

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