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Caliendo rivuole la B e si dà un anno di tempo. E spuntano i cinesi...

di Paolo Vecchi
Caliendo rivuole la B e si dà un anno di tempo. E spuntano i cinesi...

Lega Pro. Il patron: «Conferma di Capuano, del gruppo e rinforzi individuati». Non dà un prezzo al Modena e tratta con la famiglia Zhao

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MODENA. Il confronto di fine anno. La sede è lo studio di Tv Qui, conduce Cristiano Tassinari e la guest star è Antonio Caliendo che vuole il confronto con chi scrive della Gazzetta di Modena e Paolo Reggianini del Resto del Carlino. Switch on su telecamere e radiomicrofoni e due ore di trasmissione volano via all’insegna del “è più alta la Ghirlandina, va più forte il treno o è più buona la cioccolata” come si diceva una volta di fronte a risposte elusive di una domanda.
Vi diamo prima le cose certe: Gigi Pavarese è confermato, Capuano pure e la squadra del prossimo anno è già nella testa dello staff tecnico e dello stesso Caliendo: «Abbiamo individuato i rinforzi e puntiamo a confermare questo gruppo perchè abbiamo l’ambizione di lottare per qualcosa di importante».
Poi: «Pagherò il mutuo sullo stadio Braglia e incontrerò il sindaco Muzzarelli con cui abbiamo tante cose da dirci». La diamo per certa, ma ancora i 131 mila della rata dello scorso giugno non sono stati versati. La seconda, quella del dicembre 2016, arriverà poi.
Sul risultato sportivo, almeno, Caliendo non la spara grossa: «Una salvezza in Lega Pro non è certo un risultato eclatante, ma con l’arrivo di Capuano abbiamo aggiustato una stagione che aveva preso una brutta piega». Pavan è stato una sua scelta, ovviamente non dettata dalla disperazione di una società che non ha granchè da spendere, ma oculata a detta del patron. «È un bravo allenatore, non è stato fortunato». Anche Crespo non lo era stato: «Una scelta politica per quel che poteva portare la sua immagine». Della serie: mai azzeccare il mister giusto all’inizio. Dalla parte di Pavan, un mercato allucinante in attacco, mentre Eziolino ha potuto contare su rinforzi veri. Come mai senza soldi in estate, mentre è spuntato qualche spicciolo a gennaio. Un aiuto esterno? «I soldi nel Modena li mette solo Antonio Caliendo e basta. Mi è rimasto il cerino in mano dopo l’abbandono di Cpl sono solo e contestato. Ma ditemi voi quale presidente del Modena non lo è stato?». Stoccata vincente perchè anche Montagnani prima della Longobarda qualche pizzicata se l’era presa. Ma, controstoccata, nessun altro presidente aveva portato il Modena all’ultimo posto in terza serie.
Vi diamo un’altra cosa certa: il Modena non ha prezzo, nel senso che non esiste una base di acquisto. Gli chiediamo una dozzina di volte di fare una cifra e alla fine gliela strappa il buon Vistocco nascosto dietro le quinte: 4 milioni. «Portatemi 4 milioni - annuisce Caliendo - e vendo il Modena. Ribadisco, comunque, che se il prossimo anno non si fa un campionato di vertice, lascio Modena».
Scaricato dal Comune, dall’imprenditoria locale, senza uno sponsor e con lo stadio mezzo vuoto, Caliendo è, però, convinto di avere la città al suo fianco: «La gente per strada mi fa i complimenti per la serietà. Io non ho fatto prendere un punto di penalizzazione al Modena». Vero com’è vero il deserto attorno al club.
Ma esistono compratori? «Ho appena incontrato tre gruppi, ma non ci sono cose concrete e serie. E il Modena non lo lascio a dei parassiti».
Spunta profumo di pollo alle mandorle e riso alla cantonese: ecco la pista cinese tanto per stare alla moda. Ma è un ginepraio: «Confermo i contatti avvenuti a Milano con la famiglia Zhao intermediaria di un progetto tra il calcio cinese e quello italiano. Si sono rivolti a me ricordando quanto avevo fatto in Giappone. Mi hanno chiesto un incontro e hanno individuato delle famiglie dell’alta borghesia dotandole di un patrimonio da investire per portare in Italia mille ragazzi in un anno con 4 step da 250 giovani calciatori in quattro società diverse: ogni famiglia ha un milione da investire». Il Modena sarebbe una di queste e potrebbe ottenere un finanziamento proprio in virtù di questo progetto che dovrebbe portare Caliendo in Cina a breve. Infine, la stoccata a Maurizio Setti presidente del Verona sulla vicenda Luppi: «La cessione di Luppi è stata determinante per i conti della società, ma abbiamo subito l’imposizione di Salifu e Ravasi: il nome di Setti non è più sulla mia agenda».

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