Su Milan-Roma aleggia l’addio di Totti
Montella: «Voglio l’Europa, spero non giochi». Spalletti: «Non ritirate la 10»
2 MINUTI DI LETTURA
CARNAGO (Varese). La fascia da capitano sarà un argomento ma non quello chiave per convincere Gigio Donnarumma a restare al Milan. Se però il 18enne dovesse accettare rinnovo e investitura, allora Montella dovrebbe rivedere certe sue convinzioni. «Donnarumma capitano? È un bambino, e poi non mi piace che lo faccia il portiere, non riesce a parlare a compagni e arbitro. Ma a volte cambio idea, per pensare all'anno prossimo c'è tempo», ha spiegato l'allenatore rossonero, ammettendo che nei suoi canoni la fascia deve andare al «giocatore che ha più valenza ed è più stimato nel gruppo». Quindi dall'estate verrà meno il criterio gerarchico, in base al quale oggi contro la Roma toccherà a Mattia De Sciglio, titolare a San Siro due settimane dopo la pesante contestazione. «Mi auguro che ci sia una tregua, De Sciglio è un patrimonio del Milan e della Nazionale», il messaggio di Montella al popolo rossonero che negli ultimi anni si è accanito contro un altro capitano, Montolivo.
Montella aspetta il rinnovo della proprietà cinese ma assicura di essere «sereno»: «Ho un contratto, dal primo giorno mi è stata dimostrata piena stima. I calciatori non hanno alibi. Se non hanno l'ambizione andare in Europa League devono fare un altro mestiere». È cruciale la sfida con la Roma, squadra che fino a qualche settimana fa sembrava un'opzione per il futuro di Montella. «La Roma l'ho già allenata. Magari nello stadio nuovo, chissà, quando lo faranno...», ha sorriso l'Aeroplanino, che intanto si prepara ad abbracciare il capitano giallorosso: «Non so se sia o meno l'ultima partita di Totti a San Siro, so che in questo stadio ha sempre giocato bene. Mi auguro che questa volta non giochi». Sull’altro fronte a Spalletti viene chiesto se è giusto ritirare la maglia numero 10: «Per me no, non si deve togliere ai bambini il sogno di indossarla un giorno. Piuttosto, si scrive un piccolo “10 Totti” su tutte le maglie». E sull’obiettivo giallorosso il mister dice: «Per la Roma arrivare seconda è come aver vinto lo scudetto».
Montella aspetta il rinnovo della proprietà cinese ma assicura di essere «sereno»: «Ho un contratto, dal primo giorno mi è stata dimostrata piena stima. I calciatori non hanno alibi. Se non hanno l'ambizione andare in Europa League devono fare un altro mestiere». È cruciale la sfida con la Roma, squadra che fino a qualche settimana fa sembrava un'opzione per il futuro di Montella. «La Roma l'ho già allenata. Magari nello stadio nuovo, chissà, quando lo faranno...», ha sorriso l'Aeroplanino, che intanto si prepara ad abbracciare il capitano giallorosso: «Non so se sia o meno l'ultima partita di Totti a San Siro, so che in questo stadio ha sempre giocato bene. Mi auguro che questa volta non giochi». Sull’altro fronte a Spalletti viene chiesto se è giusto ritirare la maglia numero 10: «Per me no, non si deve togliere ai bambini il sogno di indossarla un giorno. Piuttosto, si scrive un piccolo “10 Totti” su tutte le maglie». E sull’obiettivo giallorosso il mister dice: «Per la Roma arrivare seconda è come aver vinto lo scudetto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
