Gazzetta di Modena

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Michele Notarangelo,  record italiano  sul Lago Balaton 

di Filippo Franchini
Michele Notarangelo,  record italiano  sul Lago Balaton 

Il modenese ha stabilito il primato nella massacrante  ultramaratona in Ungheria, chiudendo quarto assoluto

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BALATONFURED (HUN) . Ce l’ha fatta. E’ stato di parola, Michele Notarangelo, che era partito per la 6 giorni del Lago Balaton con un’idea fissa in test, il record italiano nella massacrante ultramaratona sul circuito ungherese. Lo score ufficiale recita 821 chilometri e 163 metri, percorsi dal 43enne nativo di Giovinazzo nei sei giorni di gara. Una prestazione monstre, che gli è valsa la quarta piazza assoluta nella gara vinta dallo svedese Johan Steene, capace di percorrere 870,284 chilometri.
Michele ha infranto il muro degli 814,880 chilometri, precedente record nazionale sulla distanza, firmato nel 2012 ad Antibes da Lucio Bazzana. Aveva fatto le prove generali a marzo l’atleta in gara con i colori della Dodina Bike di Spilaberto, ormai vignolese d’adozione: un bronzo tricolore nella 24 ore di Cesano Boscone, valida come prova Fidal sulla distanza per l’assegnazione dei titoli italiani. Ad aprile, è di nuovo argento nella 24 di Torino, impresa che gli apre le porte della nazionale di specialità e lo lancia verso il sogno del Balaton. «Sono partito per l’Ungheria con un solo grande obiettivo, scrivere la storia – esulta Notarangelo dopo l’impresa del record italiano – ho preparato a lungo questa gara con il gruppo della Dodina Bike e coach Bruzzi. Sono stati determinanti nella preparazione, nello studio della strategia di gara e nel permettermi di raggiungere questo “Impossible target”, obiettivo impossibile, come il nome dell’altra società milanese con cui mi alleno». Un unico anello da 926,82 metri di lunghezza, completamente asfaltato, situato nella quiete del Balatonfüred Camping, sulle sponde del Lago Balaton, in Ungheria.
Teatro di un’impresa titanica, per corpo e mente, che costringe i 74 atleti in gara a percorrere l’anello quante più volte possibile, nell’arco di sei giorni. «Vorrei dedicare questo record a mia mamma Gaudenzia, che mi ha sempre spinto a provarci e mi ha insegnato a lottare per realizzare i miei sogni: di certo mi ha guardato da lassù. Un grazie a tutte le persone che mi sono state vicine, la mia famiglia e gli amici veri. Adesso, sotto con il prossimo obiettivo: forse accetterò una sfida segreta, un po’ pazza, ma la affronterò sempre con criterio perché la cosa fondamentale resta sempre divertirsi in quello che si fa».

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