Bierremotorsport
Rally dell’Elba: il maranellese Lorenzo Grani trionfa nella R2B
All’Elba, l’alba del Campionato Italiano WRC è a forti tinte biancorosse: estendendo le ‘ottime abitudini’ coltivate lo scorso anno, la Peugeot 208 di Bierremotorsport-SportAuto Manicardi inizia il...
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All’Elba, l’alba del Campionato Italiano WRC è a forti tinte biancorosse: estendendo le ‘ottime abitudini’ coltivate lo scorso anno, la Peugeot 208 di Bierremotorsport-SportAuto Manicardi inizia il proprio cammino nel tricolore dedicato ai rally su asfalto con una nuova e preziosissima vittoria di classe R2B e nel Trofeo Michelin. Successo importante in chiave-campionato, di quelli che fanno un gran bene al morale, ma che non distoglie il clan di Ivano Berselli e Marcello Manicardi dalla consapevolezza di dover affrontare uno scenario agonistico ben diverso da quello del 2016: il Rallye Elba, infatti, tramanda ai posteri il successo del pilota e del team ‘cannibali’ della classe R2B del campionato passato, ma anche le prestazioni di alto livello dell’avversario di riferimento, quell’Andrea Carella uscito di scena alla fine della penultima prova speciale, quando aveva già un vantaggio di tutta di sicurezza su Grani-Lombardi.
Ecco l’analisi finale del direttore tecnico biancorosso: «Il bilancio non può che essere positivo – attacca Marcello Manicardi - soprattutto se si pensa che sia la squadra, sia il pilota erano inattivi da cinque mesi. Il test pre-gara ci ha permesso non solo di toglierci la ruggine invernale, ma anche di sperimentare qualche soluzione di assetto; il miglior tempo nello shake-down ci ha portati a scegliere una opzione inedita che, però, sulle due prime prove – molto diverse e più veloci rispetto al tratto destinato al test del venerdì mattina - ci ha penalizzati molto, facendoci perdere diversi secondi. Questo non avrebbe cambiato la fisonomia della classifica, ma credo che, se avessimo adottato subito l’assetto utilizzato dalla terza prova, saremmo stati più vicini al battistrada sin da subito, come è in effetti accaduto dopo il primo parco assistenza».
Ecco l’analisi finale del direttore tecnico biancorosso: «Il bilancio non può che essere positivo – attacca Marcello Manicardi - soprattutto se si pensa che sia la squadra, sia il pilota erano inattivi da cinque mesi. Il test pre-gara ci ha permesso non solo di toglierci la ruggine invernale, ma anche di sperimentare qualche soluzione di assetto; il miglior tempo nello shake-down ci ha portati a scegliere una opzione inedita che, però, sulle due prime prove – molto diverse e più veloci rispetto al tratto destinato al test del venerdì mattina - ci ha penalizzati molto, facendoci perdere diversi secondi. Questo non avrebbe cambiato la fisonomia della classifica, ma credo che, se avessimo adottato subito l’assetto utilizzato dalla terza prova, saremmo stati più vicini al battistrada sin da subito, come è in effetti accaduto dopo il primo parco assistenza».
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