Playstation, Federer e Corona: viaggio sul pianeta Iemmello
di Giacomo Gullo
L’eroe di San Siro non è un tipo banale: re del gol a Foggia adesso Pietro sta vincendo la sua scommessa a Sassuolo
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A Foggia il soprannome era Re Pietro, forse anche in onore del suo idolo Re Giorgio, alias Giorgio Corona, bomber che ha segnato in tutte le categorie e a metà anni duemila faceva impazzire i catanzaresi come lui. In comune con Corona, Pietro Iemmello ha il ruolo e la voglia di stupire l’Italia pallonara partendo dalla proverbiale gavetta. Provando, perché no, a bruciare qualche tappa, come in estate, quando rifiutò il trasferimento a La Spezia in cadetteria per coltivare un sogno chiamato serie A. Iemmello era reduce da un’annata incredibile a Foggia, con 37 gol totali all’attivo: uno score che aveva ingolosito in tanti, soprattutto in B, e che portava ad una cinquantina le reti segnate complessivamente nei due anni in Puglia. Ed è soprattutto questo finale di stagione a dare ragione alla scelta estiva di Iemmello, a segno tre volte nelle ultime due partite, con annesse soddisfazioni mica da poco. Il millesimo gol della serie A 2016-2017, quello del momentaneo 2-1 con la Fiorentina (squadra nel cui settore giovanile è cresciuto), e, naturalmente, la doppietta ammazza-Inter, con tanto di applausi dal pubblico di San Siro. Impensabile fino a poche settimane fa, anche per lui, come ha ammesso candidamente dopo l’impresa di domenica: «Fino all’anno scorso giocavo in C, mi sembra di vivere un sogno».
La strada per arrivare alla doppietta della consacrazione non è stata tutta in discesa: e anche in questa stagione Iemmello spesso ha dovuto masticare amaro per qualche panchina. Del resto, al suo arrivo in neroverde (il suo cartellino fu pagato 2,3 milioni) le gerarchie dell’attacco erano definite, con Defrel e Matri prime scelte nel ruolo di centravanti. La tenacia di Iemmello è stata premiata, anche grazie alla meritrocrazia che Di Francesco impone da sempre alla rotazione dei titolari: «In questa fase è giusto fare giocare chi ha più stimoli», ha detto il tecnico nel post partita di San Siro, lasciando intendere come la chance a Iemmello non sia frutto del caso.
Come raccontato al sito di Gianluca Di Marzio, fuori dal campo Pietro Iemmello non stacca mai dallo sport, dal Nba al tennis del suo idolo Federer, e nemmeno dal calcio, visto che tra i suoi migliori amici ci sono diversi ex compagni e quando può non manca di fare un salto a Foggia. E quello con Foggia e i foggiani è un amore che non finisce: anche domenica sera le pagine social del Sassuolo erano invase da commenti esultanti di tifosi rossoneri, che ancora ricordano le gesta di Re Pietro. Ora Iemmello, dopo quella di San Siro, sogna altre incoronazioni: a venticinque anni appena compiuti, la sua carriera potrebbe definitivamente spiccare. A disposizione del centravanti ci sono gli ultimi due atti del campionato: dovesse trovare spazio e confermare il suo stato di grazia, la strada per futuro in neroverde da protagonista sarebbe spianata.
La strada per arrivare alla doppietta della consacrazione non è stata tutta in discesa: e anche in questa stagione Iemmello spesso ha dovuto masticare amaro per qualche panchina. Del resto, al suo arrivo in neroverde (il suo cartellino fu pagato 2,3 milioni) le gerarchie dell’attacco erano definite, con Defrel e Matri prime scelte nel ruolo di centravanti. La tenacia di Iemmello è stata premiata, anche grazie alla meritrocrazia che Di Francesco impone da sempre alla rotazione dei titolari: «In questa fase è giusto fare giocare chi ha più stimoli», ha detto il tecnico nel post partita di San Siro, lasciando intendere come la chance a Iemmello non sia frutto del caso.
Come raccontato al sito di Gianluca Di Marzio, fuori dal campo Pietro Iemmello non stacca mai dallo sport, dal Nba al tennis del suo idolo Federer, e nemmeno dal calcio, visto che tra i suoi migliori amici ci sono diversi ex compagni e quando può non manca di fare un salto a Foggia. E quello con Foggia e i foggiani è un amore che non finisce: anche domenica sera le pagine social del Sassuolo erano invase da commenti esultanti di tifosi rossoneri, che ancora ricordano le gesta di Re Pietro. Ora Iemmello, dopo quella di San Siro, sogna altre incoronazioni: a venticinque anni appena compiuti, la sua carriera potrebbe definitivamente spiccare. A disposizione del centravanti ci sono gli ultimi due atti del campionato: dovesse trovare spazio e confermare il suo stato di grazia, la strada per futuro in neroverde da protagonista sarebbe spianata.
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