Guerzoni: «Era un dovere salvare lo stadio Braglia»
di Davide Berti
L’assessore allo sport spiega le mosse future per riprendersi l’impianto: «Gestiremo o affideremo ad una società esterna. I gialli giocheranno lì»
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Il Comune si riprende lo stadio. Formalmente avverrà quando la mozione sarà approvata dal consiglio comunale, comunque se la burocrazia lo consentirà tutti i passaggi avverranno entro il 30 giugno.
Assessore Guerzoni, lo stadio allora torna al Comune?
«La giunta e i tecnici del Comune stanno analizzando e lavorando da mesi sulle implicazioni gestionali dello Stadio Braglia. È il più importante e impegnativo impianto sportivo della città e, visto che da tantissimi altri, il modello era quello della convenzione di gestione affidata al Modena Fc, un cambio di scenario non è certo semplice. Però noi siamo un ente pubblico ed è nostro dovere tutelare il nostro patrimonio al meglio possibile».
Dov’è la convenienza per voi?
«Era un nostro dovere visto che la società non manteneva gli impegni previsti dalla convenzione e sul pagamento delle rate del mutuo. Qualora il Credito sportivo faccia scattare la fideiussione, ed è già suo diritto farlo, è prevista la decadenza automatica della convenzione sottoscritta due anni fa. Ma allo stesso risultato si può arrivare anche a fronte di inadempienze della società. E come i modenesi sanno, il Modena è stato sollecitato più volte, ma inutilmente, a mantenere gli impegni».
C’è chi pensa che questa operazione, in realtà, salvi solo Caliendo.
«Non capisco davvero chi vede questa operazione di tutela dello stadio come una sorta di "salvataggio" di Caliendo. Tanto per essere chiari: il Comune si prende in carico il mutuo, ma le rate non pagate rimangono un suo debito che esigeremo. Così come tutte le questioni ancora non risolte».
Come finanzierete la presa in carico dello stadio?
«L’operazione finanziaria dell’accollo del mutuo non prevede finanziamenti della Regione. La questioni è solo tecnica e dipende dalle norme nazionali per gli enti locali che hanno rigide scadenze temporali. Il Comune tratterebbe un nuovo mutuo con il credito sportivo e quell’indebitamento di circa quattro milioni non peserebbe sugli equilibri del patto di stabilità grazie allo “spazio finanziario” offerto dalla Regione. Non si tratta di soldi, quindi, ma di rendere possibile un indebitamento del Comune senza subire sanzioni. Il costo per il bilancio comunale sarebbe quello delle rate da pagare nei prossimi anni, assolutamente sostenibile visto l’attuale basso livello di indebitamento dell’ente».
Poi cosa accadrà? Affitterete al Modena?
«Su ciò che avverrebbe dopo ci sono diverse ipotesi: dalla gestione diretta del Comune all’affidamento a una società attraverso una procedura di gara. In ogni caso, la squadra gialloblu continuerebbe ad avere la possibilità di giocare nello stadio cittadino, ovviamente cambierebbero le condizioni. Di certo il Comune avrebbe un maggiore controllo sulla qualità della gestione, a partire dalla manutenzione del terreno di gioco, un investimento importante per la città».
Assessore Guerzoni, lo stadio allora torna al Comune?
«La giunta e i tecnici del Comune stanno analizzando e lavorando da mesi sulle implicazioni gestionali dello Stadio Braglia. È il più importante e impegnativo impianto sportivo della città e, visto che da tantissimi altri, il modello era quello della convenzione di gestione affidata al Modena Fc, un cambio di scenario non è certo semplice. Però noi siamo un ente pubblico ed è nostro dovere tutelare il nostro patrimonio al meglio possibile».
Dov’è la convenienza per voi?
«Era un nostro dovere visto che la società non manteneva gli impegni previsti dalla convenzione e sul pagamento delle rate del mutuo. Qualora il Credito sportivo faccia scattare la fideiussione, ed è già suo diritto farlo, è prevista la decadenza automatica della convenzione sottoscritta due anni fa. Ma allo stesso risultato si può arrivare anche a fronte di inadempienze della società. E come i modenesi sanno, il Modena è stato sollecitato più volte, ma inutilmente, a mantenere gli impegni».
C’è chi pensa che questa operazione, in realtà, salvi solo Caliendo.
«Non capisco davvero chi vede questa operazione di tutela dello stadio come una sorta di "salvataggio" di Caliendo. Tanto per essere chiari: il Comune si prende in carico il mutuo, ma le rate non pagate rimangono un suo debito che esigeremo. Così come tutte le questioni ancora non risolte».
Come finanzierete la presa in carico dello stadio?
«L’operazione finanziaria dell’accollo del mutuo non prevede finanziamenti della Regione. La questioni è solo tecnica e dipende dalle norme nazionali per gli enti locali che hanno rigide scadenze temporali. Il Comune tratterebbe un nuovo mutuo con il credito sportivo e quell’indebitamento di circa quattro milioni non peserebbe sugli equilibri del patto di stabilità grazie allo “spazio finanziario” offerto dalla Regione. Non si tratta di soldi, quindi, ma di rendere possibile un indebitamento del Comune senza subire sanzioni. Il costo per il bilancio comunale sarebbe quello delle rate da pagare nei prossimi anni, assolutamente sostenibile visto l’attuale basso livello di indebitamento dell’ente».
Poi cosa accadrà? Affitterete al Modena?
«Su ciò che avverrebbe dopo ci sono diverse ipotesi: dalla gestione diretta del Comune all’affidamento a una società attraverso una procedura di gara. In ogni caso, la squadra gialloblu continuerebbe ad avere la possibilità di giocare nello stadio cittadino, ovviamente cambierebbero le condizioni. Di certo il Comune avrebbe un maggiore controllo sulla qualità della gestione, a partire dalla manutenzione del terreno di gioco, un investimento importante per la città».
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