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Tre fratelli a centrocampo nel trionfo della Pgs Smile 

di Devis Bellimbusto
Tre fratelli a centrocampo nel trionfo della Pgs Smile 

Nicola, Lorenzo e Michele Gibellini, fantasia e perno della squadra formiginese «In Prima atleti forti, ma noi siamo stati più coesi in gioco, consigli e correttezza»

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FORMIGINE. Archiviata la stagione 2016/2017, terminata con una storica promozione dalla Prima categoria al prossimo campionato di Promozione, siamo andati a scavare i retroscena di una “faccenda di famiglia” all’interno della formazione formiginese della Pgs Smile.
Non è infatti cosa di tutti i giorni che in un team bello e vincente giochino ben tre fratelli, e tutti nello stesso reparto del campo, anche se con caratteristiche differenti.
Stiamo parlando di Nicola, Michele e Lorenzo Gibellini, centrocampisti della Pgs Smile che hanno portato il loro contributo alla vittoria di quest’anno.
Ma cosa pensano l’uno dell’altro?
Partiamo dal fratello maggiore Nicola: «Nonostante siamo fratelli durante gli allenamenti c’è serietà e ci mettiamo al lavoro per dare il meglio, anche se Michele (il fratello di mezzo, ndr) a volte fa di testa sua. Forse è il ruolo che ricopre (trequartista) che si addice a personalità diciamo un po’ più sbarazzine».
Ribatte subito Michele: «In un gruppo ci vuole anche chi smorza la tensione! Capisco che a forza di stare davanti alla difesa e tenere equilibrata la squadra in tutti i reparti del campo ti coinvolge emotivamente, ma bisogna anche divertirsi, no? A parte gli scherzi il ruolo ricoperto da Nicola ti da tante responsabilità e capisco il suo punto di vista, ma a me il mister chiede altro, chiede quel pizzico di follia che rende imprevedibile una giocata, un’azione».
Rivolgendoci al più giovane dei tre, Lorenzo: i tuoi fratelli ti danno consigli? Li ascolti o fai di testa tua?
«Ascolto volentieri, ma alla fine decido io».
Poi salomonicamente… :«Per la fase offensiva sicuramente osservo più come gioca Michele, mentre da Nicola posso apprendere come si gestiscono le fasi di copertura».
Insomma non ti vuoi troppo sbilanciare. Paradossalmente sei il più giovane dei tre ma sei quello che gioca da più tempo nella Gps.
Te lo aspettavi questo campionato ad inizio anno?
«No, non me lo aspettavo. Nel girone d’andata abbiamo affrontato alcune squadre che individualmente ci erano superiori, ma non nel gioco collettivo. L’anno scorso non c’era questo spirito di gruppo. Il mister poi mi ha dato una gran mano per migliorare sotto l’aspetto tecnico-tattico, ma anche quello mentale. Sapere che il prossimo anno ci attenderà un campionato ancora più impegnativo mi esalta. Non vedo l’ora di cominciare, sperando di continuare a giocare coi miei fratelli».
Perché, qualcuno non è detto che rimanga?
Michele: «Sono io che con gli impegni di lavoro a volte faccio fatica ad essere puntuale negli allenamenti. Comunque valuterò a tempo debito, adesso voglio solo un po’ di meritato relax».
Nicola: «Nella Pgs si è creato un gruppo che gioca bene al calcio divertendosi, ma soprattutto tiene molto alla correttezza sul campo e fuori. Sono orgoglioso di far parte di questa squadra».
Papà Alessandro, da genitore come ha vissuto questa vittoria?
«Una soddisfazione enorme. Io e mia moglie abbiamo visto i nostri ragazzi tirare i primi calci ad un pallone nel nostro giardino e a distanza di anni, nonostante la differenza d’età, vederci condividere tutti insieme questa gioia mi riempie il cuore d’orgoglio. Siamo contenti».

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