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Carpi in finale! Nove eroi per un’impresa pazzesca 

di Fabio Garagnani
Carpi in finale! Nove eroi per un’impresa pazzesca 

Espulsi Struna e Gagliolo, sembra finita, ma Letizia all’86’ trova il paradiso

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FROSINONE. Eroici, meravigliosi, irraggiungibili, immortali, stellari: cercatelo voi l’aggettivo appropriato per l’impresa più incredibile dell’intera storia biancorossa. In nove contro undici, anzi dodici, perché c’erano i settemila del Matusa, anzi tredici perché dovete aggiungerci pure Ghersini da Genova. Contro ogni logica, in barba ad ogni bookmaker, a riportare giustizia a cinque minuti dal novantesimo è arrivato il gol che è mancato per tutto l’anno: quello su punizione, firmato da trenta metri da Gaetano Letizia. Poi le barricate, e l’approdo in finale nel modo più assurdo possibile. Ma nessuno, proprio nessuno, merita di giocarsi la Serie A più del Carpi visto al Matusa, per grinta, voglia e dedizione.
KILLER GHERSINI
“Vediamo se si inventeranno qualcos’altro per buttarci fuori da questi play-off” si era chiesto mister Castori alla fine della gara di andata. La risposta arriva dal signor Ghersini di Genova al 45’ del primo tempo, quando estrae il secondo giallo e spedisce negli spogliatoi un incredulo Struna, punito inspiegabilmente per un normalissimo fallo di gioco. Come all’andata, ma questa volta per 45 minuti, il Carpi è costretto ad affrontare il Frosinone in inferiorità numerica. A Ghersini però non basta, e visto che c’è, nega pure un rigore sacrosanto (con espulsione) a Di Gaudio nel secondo tempo, allontana Castori per proteste e poi spedisce negli spogliatoi pure Gagliolo. A pensar male sembra killeraggio scientifico, a tal punto che non vien neanche da biasimare Mbakogu quando, dopo la seconda espulsione, decide di averne viste abbastanza e imbocca il tunnel degli spogliatoi. Peccato che la trama scritta dalla giacchetta nera non faccia i conti con lo spirito di nove eroi indomabili. E col guizzo di uno scugnizzo arrivato da Scampia per portare nella leggenda una calda sera di maggio.
LA CRONACA
In avvio, nel Carpi si concretizza il temuto forfait di Lasagna: l’attaccante parte dalla panchina, pronto a entrare a partita in corso per riformare la coppia con Mbakogu, che invece è regolarmente in campo. Nell’attesa, mister Castori schiera la sua squadra col medesimo 4-4-1-1 dell’andata. Qualche aggiustamento anche sul fronte ciociaro. In difesa è obbligato e riguarda Airaudo, fermatosi ieri. Contesto infuocato quello che accoglie Bianco e compagni: sugli spalti del Matusa sono in settemila giallo azzurri contro una cinquantina di biancorossi. Al Carpi serve solo la vittoria. Grande ritmo sin dal fischio iniziale, e due tasselli dello scacchiere biancorosso chiari sin dall’inizio: Lollo francobolla il metronomo Gori, mentre Mbaye si stacca spesso dalla linea del centrocampo per posizionarsi davanti alla difesa e intercettare i rifornimenti per via centrale alle due punte. La squadra di Marino è così costretta a girare largo, cosa che le riesce particolarmente bene a destra con un Paganini in palla. Sul taccuino un tentativo della stessa ala ciociara e alcuni tiri da fuori che non centrano mai il bersaglio. Si va avanti così fino al 45’, quando Ghersini spedisce negli spogliatoi Struna per doppia ammonizione. Galeotto un normalissimo fallo di gioco su Crivello. Decisione eccessiva e sproporzionata. Quando l’arbitro spedisce tutti negli spogliatoi, tocca al team manager Matteo Scala tenere a freno Mbakogu e gli altri compagni per evitare conseguenze peggiori. Lotta e moltiplica le energie, il Carpi, al rientro in campo. Con l’ingresso di Lasagna e Gagliolo passa al 3-4-2, sfiora il gol col palo colto da Mbakogu, e poi con l’azione tutta in velocità che mette Di Gaudio davanti a Bardi. Totò è inseguito alle spalle da Fiamozzi che lo travolge. Sarebbe rigore ed espulsione, ma Ghersini lascia correre. In campo scoppia la rissa, con Castori che entra nel rettangolo di gioco rimediando l’espulsione. Fioccano i gialli, e all’82’ arriva pure l’espulsione di Gagliolo. Carpi in nove. Mbakogu se ne va dal campo, la panchina mette Fedato e poi placca il nigeriano che vorrebbe rientrare. Quando tutto sembra definitivamente impazzito, il destro di Letizia da trenta metri firma l’impresa: la sfera sbatte per terra e inganna Bardi. Carpi in vantaggio e in trincea a resistere all’assalto disperato del Frosinone, che attacca pure con il portiere. Ma questa è la notte dei miracoli, e porta il Carpi in finale.

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