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L’Inter ha scelto: Spalletti vicinissimo 

L’Inter ha scelto: Spalletti vicinissimo 

L’addio alla Roma: «Non meritavo i fischi». Porte aperte a Milano

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MILANO. Non siamo ancora ai giorni degli annunci, ma certamente degli addii sì. E tanto basta per cominciare a sistemare il mosaico delle panchine della prossima stagione, mai come quest'anno destinato a cambiare parecchio. Ha aperto le danze oggi la Roma con l'ufficialità del divorzio da Luciano Spalletti, adesso «candidato forte» (parole di Walter Sabatini) per la panchina dell'Inter.
Saluta e lascia «una Roma forte che può guardare al futuro». Nel suo ultimo giorno a Trigoria Luciano Spalletti si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Nessun riferimento diretto ma tanti “non detto” che arrivano comunque alle orecchie dei destinatari. «Ho lavorato in maniera seria cercando di fare il bene della Roma», dice il toscano. «Le potenzialità di questa squadra e di questa società sono importanti e si sono viste», argomenta pur ammettendo che «si poteva fare meglio come collettivo e probabilmente non ci sono riuscito». Il motivo? «Non abbiamo remato tutti dalla stessa parte». È il “j’accuse” di Spalletti verso chi, a suo dire, ha cercato di mettere zizzania fra lui e Totti. «Una guerra interna fra me e Francesco non esiste - dice a chiare lettere - io posso essere un maledetto, uno schifoso ma sono una persona perbene. Io e Totti continueremo ad essere due persone che si rispetteranno il tutto e per tutto poi se parla qualche ventriloquo non lo so...».

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