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Diritti tv nel caos, asta a vuoto per la Serie A

Diritti tv nel caos, asta a vuoto per la Serie A

MILANO. Fumata grigia sui diritti tv. «Ritenendo che le offerte non rappresentano il valore reale del calcio italiano, l’assemblea ha deciso all’unanimità di non assegnare a nessuno» la partita per...

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MILANO. Fumata grigia sui diritti tv. «Ritenendo che le offerte non rappresentano il valore reale del calcio italiano, l’assemblea ha deciso all’unanimità di non assegnare a nessuno» la partita per il triennio 2018-2021 della Serie A. Le parole del commissario e presidente della Figc, Carlo Tavecchio, mettono una pietra sopra il bando per cui sono state aperte le buste. E in via Rosellini sono arrivate solo le offerte di Sky, 440 milioni di euro anziché i 600 auspicati su un totale di un miliardo di euro, e degli inglesi di Perform Group (pacchetto Internet). «Siamo aperti a tutte le possibilità, il valore non cambia. Chi ha offerto, Sky in particolare, ha fatto la scelta di non investire sul calcio e di puntare su altro. Noi siamo fiduciosi di trovare la quadra. Non esistono spaccature, il clima è sereno. Nessuno può pensare di prendere per la gola la Lega oggi, non si arretra di una virgola», il commento al vetriolo dell’ad dell’advisor Infront, Luigi De Siervo, alla fine dell’assemblea di Lega a Milano.

La mattinata è iniziata con il botto. Telecom si è sfilata e Mediaset non ha presentato offerta e, in una nota, ha spiegato che «al di là dei contenuti sportivi e dei valori economici attribuiti ai singoli pacchetti, ribadiamo che la formulazione dell’invito a presentare offerte è totalmente inaccettabile in quanto abbatte ogni reale concorrenza e penalizza gran parte dei tifosi italiani costretti ad aderire obbligatoriamente a un’unica offerta commerciale. Mediaset si riserva di ricorrere in tutte le sedi competenti».

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