L’aria di Modena fa bene a Bucchi...
Il neo tecnico neroverde a due passi da dove fece sfracelli
SASSUOLO Cristian Bucchi firmerà un biennale come allenatore del Sassuolo. Alla notizia, ormai trapelata da giorni, è certa e manca solo l'ufficialità. Ma se già da qualche giorno abbiamo spiegato che la scelta della società neroverde per sostituire Di Francesco è caduta sul giovane tecnico romano (Bucchi ha compiuto a fine maggio 40 anni), resta da ricordare chi è Cristian Bucchi, da calciatore prima e, naturalmente, da allenatore negli ultimi anni. Specialista delle promozioni dalla serie B alla massima categoria da calciatore (vince i campionati con le maglie di Vicenza, Ascoli, Napoli, Bologna e Cesena) e con esperienze nella massima serie a Perugia, Ancona, Siena e Napoli (ma senza mai giocare con la maglia degli azzurri campani), Bucchi vive però la sua migliore stagione con la maglia gialloblù del Modena, nel 2005/2006 quando, tra stagione regolare e playoff, disputa 44 partite mettendo a segno la bellezza di 30 gol che non bastano però a quel Modena per la promozione in serie A. I tifosi canarini ricordano bene quel campionato, culminato con i playoff persi contro il Mantova, come una stagione comunque di altissimo livello impreziosita dalle reti a raffica del bomber romano che sarà capocannoniere della serie cadtta e che non ha mai più trovato la stessa fortuna. Ceduto al Napoli, per 3 milioni e mezzo, Bucchi ha poi cominciato a girovagare per diverse squadre tra serie A e serie B senza grandi risultati, tanto che nel 2011, a 34 anni, ha lasciato il calcio giocato dopo una stagiome disputata nel Pescara. Una carriera segnata da diverse disavventure, quella del Bucchi calciatore, tra infortuni, una storia di doping, pagata con un anno di stop, e altre vicissitudini personali. Proprio in riva all'Adriatico Bucchi comincia la sua carriera da allenatore come tecnico della Primavera. A marzo 2013 viene chiamato ad allenare la prima squadra biancazzurra, al posto di Bergodi, in serie A per un finale di stagione in tono decisamente minore: a retrocessione ormai sancita Bucchi resta per 11 partite sulla panchina abruzzese conquistando un pareggio e collezionando dieci sconfitte. La carriera da tecnico riparte da Gubbio, in Lega Pro, dove viene esonerato, va meglio alla Torres che prende a stagione in corso. Ma è con la Maceratese che si impone: bel calcio e ottimi risultati con la neopromossa, terzo posto finale in campionato e la chiamata del Perugia che lo porta in serie B. Il 4-3-3 della squadra biancorossa è piacevole e il Perugia arriva ai playoff dove, è storia d questi giorni, finisce col perdere la semifinale contro il Benevento che poi guadagnerà la promozione a spese del Carpi. Il nome di Bucchi circola per tante squadre di serie B, alcune molto ambiziose, ma nel frattempo Carnevali e Angelozzi avevano già messo gli occhi sul tecnico romano, in vista di un possibile addio di Di Francesco. Quando lo stesso allenatore ha trovato l'accordo con la Roma, il team dirigenziale del Sassuolo ha stretto i tempi e ha scelto Bucchi come nuovo allenatore. Due anni di contratto, il 4-3-3 come stile di gioco (che il Sassuolo pratica dai tempi della C2) e tanta voglia di dimostrare di poter essere un allenatore da grandi palcoscenici. La crescita degli ultimi due anni fa ben sperare, è chiaro che il salto nella massima serie è importante e che il Sassuolo è una società ambiziosa. Ma Bucchi, dopo aver fatto sognare i tifosi del Modena, intende ripetersi a pochi chilometri di distanza.
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