Nadal re di Parigi per la decima volta
Tennis. Il maiorchino demolisce Wawrinka ed entra nella storia del Roland Garros
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PARIGI (Francia). Rafa Nadal da dieci e lode. Il maiorchino scrive una nuova pagina nella storia del tennis centrando la decima vittoria nel Roland Garros, lo Slam a lui più caro, sulla terra parigina.
Una vittoria alla vecchia maniera per il mancino di Manacor, che ha dominato la finale contro Stan Wawrinka (6-2, 6-3, 6-1) aggiudicandosi la partita in poco più di due ore, al culmine di un torneo dominato in lungo e in largo e chiuso senza nemmeno lasciare per strada un set, e appena 35 game (solo Bjorg ha fatto meglio di lui nel 1978 quando concesse 32 giochi).
Wawrinka, l’unico che già prima del torneo, e ancor più in finale, secondo gli addetti ai lavori sembrava poter essere in grado di impensierire il fuoriclasse spagnolo, forte anche nell’equilibrio negli ultimi sei precedenti (3-3), è rimasto in partita per quattro game. Ovvero fino al 2-2. Dopo il primo break nel quinto gioco il maiorchino ha infatti preso il largo, volando sul 6-2 con un secondo break.
Il dominio di Nadal è continuato anche nel secondo set, dove si è portato subito sul 3-0 per poi chiudere senza troppi affanni sul 6-3. Lo svizzero, che finora non aveva mai perso la finale di un Major dopo i trionfi in Australia 2014, Roland Garros 2015 e US Open 2016, ha pagato la partenza sprint dello spagnolo anche nel terzo set, aperto con un break sul suo servizio. Nonostante alcuni game giocati alla pari da “Stan The Man”, Nadal si è portato sul 3-1 fino al trionfo finale. «Un torneo speciale che preparo in maniera speciale», ha raccontato un emozionato Nadal descrivendo il filo invisibile che lo unisce al Roland Garros, che ha deciso di omaggiarlo con una statua all’interno dell’impianto.
Una vittoria alla vecchia maniera per il mancino di Manacor, che ha dominato la finale contro Stan Wawrinka (6-2, 6-3, 6-1) aggiudicandosi la partita in poco più di due ore, al culmine di un torneo dominato in lungo e in largo e chiuso senza nemmeno lasciare per strada un set, e appena 35 game (solo Bjorg ha fatto meglio di lui nel 1978 quando concesse 32 giochi).
Wawrinka, l’unico che già prima del torneo, e ancor più in finale, secondo gli addetti ai lavori sembrava poter essere in grado di impensierire il fuoriclasse spagnolo, forte anche nell’equilibrio negli ultimi sei precedenti (3-3), è rimasto in partita per quattro game. Ovvero fino al 2-2. Dopo il primo break nel quinto gioco il maiorchino ha infatti preso il largo, volando sul 6-2 con un secondo break.
Il dominio di Nadal è continuato anche nel secondo set, dove si è portato subito sul 3-0 per poi chiudere senza troppi affanni sul 6-3. Lo svizzero, che finora non aveva mai perso la finale di un Major dopo i trionfi in Australia 2014, Roland Garros 2015 e US Open 2016, ha pagato la partenza sprint dello spagnolo anche nel terzo set, aperto con un break sul suo servizio. Nonostante alcuni game giocati alla pari da “Stan The Man”, Nadal si è portato sul 3-1 fino al trionfo finale. «Un torneo speciale che preparo in maniera speciale», ha raccontato un emozionato Nadal descrivendo il filo invisibile che lo unisce al Roland Garros, che ha deciso di omaggiarlo con una statua all’interno dell’impianto.
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