Sassuolo, quel tentativo di trattenere i big per rimandare la rifondazione
«Vedrete, se Di Francesco va via chiederà di andarsene mezza squadra». È stato buon profeta l’uomo di calcio che in camera caritatis pronunciò questa sentenza alla vigilia del divorzio tra il tecnico...
MODENA «Vedrete, se Di Francesco va via chiederà di andarsene mezza squadra». È stato buon profeta l’uomo di calcio che in camera caritatis pronunciò questa sentenza alla vigilia del divorzio tra il tecnico pescarese e il Sassuolo. Situazione che può apparire strana per una società - come affermato di recente da Squinzi - che come obiettivo ha quello di stabilizzarsi nelle prime 6-7 posizioni della classifica del campionato di serie A. Ovvero stabilmente in zona Europa. Obiettivo ambizioso ma che non si è ancora capito se sia supportato da un adeguato progetto tecnico.
Il Sassuolo, a cinque giorni dal raduno, viaggia a fari spenti. Sul mercato in entrata si parla solo di giovani e giovanissimi con Carnevali e Angelozzi impegnati a fronteggiare le richieste di cessione con sparate milionarie. Certamente Berardi a 40 o 50 milioni non se lo comprerà nessuno: ma conviene tenersi giocatori scontenti?
Lo stesso discorso vale per Acerbi che, dopo aver detto no a gennaio al Leicester, ha visto andare in fumo un allettante contratto col Galatasaray per le esose richieste del Sassuolo. Vedremo come finirà la trattativa con lo Zenit. Ma non è finita qui. Defrel vuole andarsene, possibilmente alla Roma (ultima offerta 10 milioni più i cartellini di Marchizza, Frattesi e Luca Pellegrini) - per riabbracciare Di Francesco. Che è anche il sogno di Berardi e di Acerbi (“ma so che Di Francesco non mi chiamerà” - ha detto il difensore). Politano avrebbe già dato la disponibilità a trasferirsi alla Fiorentina o all’Atalanta, stesso discorso vale per Duncan appena ha saputo del colloquio tra il suo agente e l’Inter. Poi c’è Falcinelli, che ha annunciato di non voler tornare a vestire la maglia neroverde, mentre per blindare Consigli servirà un rinnovo triennale.
Insomma il Sassuolo, così come ha provato a fare in extremis con Di Francesco (proponendogli un quinquennale a cifre importanti) sta supervalutando i propri gioielli nel tentativo di trattenerli, oltre a rinnovare i contratti in scadenza anche a giocatori ormai convinti di doversene andare. Trasmettendo la sensazione (speriamo sia solo tale) che il progetto tecnico non sia molto chiaro.
Va benissimo puntare sulla linea verde, ma il Sassuolo deve rendersi conto che il gruppo vincente costruito da Bonato sta esaurendo il suo ciclo, è il momento di rifondare con un mix di giovani ed elementi di categoria che abbiano i giusti stimoli e siano all’altezza delle ambizioni sbandierate da Squinzi. I soldi non mancano, incrementati dalla plusvalenza di Pellegrini (preso a 1,25 milioni e tornato alla Roma per 10) ma bisogna saper individuare i profili adatti ad una realtà come Sassuolo, evitando operazioni di “vetrina” alla Matri. La partenza di Di Francesco ha sicuramente complicato le cose, la società ha deciso di scommettere su un esordiente come Bucchi, al quale però dovrà essere consegnata una squadra rinforzata e non ulteriormente indebolita dopo il non-mercato dell’anno scorso.
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