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Modena bocciato, adesso trema

di Marco Costanzini
Modena bocciato, adesso trema

Operazione Mammut ok, ma la Covisoc rimanda Caliendo: non ha pagato l’Irpef

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MODENA. Bocciato, o meglio rimandato. Il Modena, come si temeva, non ha superato il primo esame della Covisoc e avrà ora tempo fino alle 19 di venerdì per sistemare la propria posizione, salvando l’iscrizione al prossimo campionato di serie C. In caso contrario, 105 anni di storia di una delle poche società d’Italia che mai sono falliti andranno in frantumi. La Covisoc, pur non diramando un comunicato ufficiale, ieri ha comunicato quattro bocciature oltre alle quattro già note (più i fallimenti di Como e Latina): insieme al Modena, che pur avendo sistemato il parametro p/a con l’operazione Mammut non ha ancora trovato i 450mila euro di contributi arretrati mai versati, sono finite dietro la lavagna Juve Stabia, Arezzo e Fidelis Andria, tutte per ragioni diverse ed al tempo stesso tutte convinte di farcela entro venerdì.

Va detto che il clima di fiducia accompagna perfino alcune delle società che entro il 5 luglio non erano state in grado di presentare la fideiussione da 350mila euro (Mantova, Maceratese, Messina e Akragas). Potrebbe dunque essere il Modena una delle poche società pessimiste? Giammai, nonostante Antonio Caliendo sia rimasto per diverse ore ieri in sede insieme ai suoi stretti collaboratori ed anche con Eziolino Capuano, rientrato per fare il punto della situazione più che per concentrarsi su strategie di mercato. Il castello di certezze, vere o presunte che siano mai state, inizia quantomeno a scricchiolare. Sembrava che con il conferimento del Mammut all’interno del Modena, operazione finanziaria da 3,8 milioni per le casse del club gialloblù, l’iter per ottenere la licenza nazionale e dunque la partecipazione al prossimo campionato di serie C fosse ad un passo e che la bocciatura della Covisoc potesse essere legata solo allo sforamento dei tempi tecnici. Poi, improvvisamente, sono spuntati i 450mila euro di pendenze per contributi non pagati. Fastidioso ed irrispettoso nei confronti di una piazza come Modena, da anni ormai alle prese con un’assenza di chiarezza disarmante, che la notizia fosse stata taciuta fino a quando una telefonata non l’ha portata alla luce nello scorso weekend.

Fatto sta che quei soldi, veri e non reperibili tramite operazioni contabili, a ieri ancora non erano stati trovati. Potrebbero arrivare tramite la cessione di uno dei pochi pezzi pregiati rimasti in rosa, ma chi acquisterebbe un giocatore che presto potrebbe essere ingaggiato a parametro zero? Resta francamente strano, va detto, che Caliendo possa far fallire il Modena dopo aver pagato regolarmente le ultime tre mensilità della passata stagione ai giocatori, presentato iscrizione (con assegno da 30mila euro) e fideiussione da 350mila euro e soprattutto con il rischio di “giocarsi” in un colpo solo anche il Mammut, conferito nel Modena proprio per sanare il bilancio. Il tempo delle ipotesi è quasi finito, entro le 19 di venerdì il club gialloblù dovrà dimostrare nel proprio ricorso di aver provveduto ad ogni obbligo richiesto per ottenere la licenza di partecipazione ai campionati nazionali. Giovedì 20, poi, al Consiglio Federale spetterà la sentenza finale. Se tutto andrà bene? La trattativa di cessione al gruppo estero si è arenata nonostante il contratto preliminare firmato a Montecarlo, ma Caliendo è intenzionato a farsi da parte e incontrerà altri potenziali acquirenti.

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