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Nargiso-Meridiana: è sempre “amore”

Nargiso-Meridiana: è sempre “amore”

Tennis. L’ex Davis-Man al Memorial Fontana come coach «Circolo bellissimo, qui venivo per i raduni Under 12 e 14»

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E' ancora amatissimo, anche da chi magari non lo ha mai visto giocare ma certamente ne ha sentito parlare.

Diego Nargiso, vincitore del Torneo di Wimbledon Juniores e numero 67 del Mondo, ha incantato tanti appassionati di tennis e non solo. Il suo era un tennis di tocchi geniali, di coraggio e di talento. Ha saputo vestire la maglia azzurra con una straordinaria passione, memorabili i suoi “doppi” in Coppa Davis giocati spesso in coppia con Omar Camporese, uno di questi giocato proprio a Modena. Erano gli anni '90, Nargiso ha appeso la racchetta al chiodo da una quindicina di anni, anzi la racchetta la usa ancora: oggi ha una sua Accademia di Tennis e allena giovani promesse del tennis. Al Memorial Fontana ne accompagna due: Andrea Basso e Luca Pevosto.

«E' sempre un piacere tornare alla Meridiana – racconta Diego Nargiso in versione coach – Qui venivo praticamente da bambino a fare i raduni Under 12 e Under 14. Poi sono tornato tante volte. E' un bellissimo circolo e un bellissimo torneo. Chiaro che ora il torneo per me diventa bello soprattutto in base ai risultati dei miei ragazzi...».

Ma come sta il tennis italiano, soprattutto giovanile, per Diego Nargiso?

«Io credo che il nostro tennis sia in crescita. Abbiamo ragazzi giovani di prospettiva che non sono lontano dal fare il salto di qualità. Dietro ai “Davis-Man” abbiamo una decina di ragazzi di grande qualità. Come dico sempre, il “top ten”, cioè il giocatore che entra tra i primi dieci del mondo, “nasce” e basta. Il nostro compito se vogliamo è quello di non disperdere il talento e di farlo crescere nel modo giusto. La Federazione sta facendo un buon lavoro, tra cinque o sei anni credo ne vedremo i frutti».

E Diego Nargiso si diverte ancora a vedere e insegnare tennis?

«Sì, mi diverto sempre con il tennis. Cerco di insegnare un tennis propositivo, secondo le caratteristiche di ogni ragazzo. Magari noi addetti ai lavori ci divertiamo a vedere il colpo di grande qualità tecnica, anche se non particolarmente spettacolare per il pubblico. I colpi per dire di Murray o Djokovic, per citare i primi del ranking. Se poi parliamo di “bellezza pura” allora i giocatori come Federer, ma anche Feliciano Lopez o Dimitrov sono più belli da vedere. Anche io spesso ricercavo la “bellezza”».



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