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Squinzi non arretra: «La Champions resta l'obiettivo del Sassuolo»

di Paolo Seghedoni
Squinzi non arretra: «La Champions resta l'obiettivo del Sassuolo»

Il patron continua a sognare in grande per il suo Sassuolo «Dopo l’Europa League, dobbiamo arrivare tra le grandi»

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Un vulcano, un fiume in piena, un attore consumato ma, anche e soprattutto, un imprenditore genuinamente innamorato della sua creatura che vuole portare sempre più in alto. Giorgio Squinzi, sollecitato dal giornalista Paolo Condò, non si risparmia e al workshop del Sassuolo, aperto dal saluto del presidente Carlo Rossi, ne ha per tutti.

CHAMPIONS

«Dopo l’Europa League la Champions. Lo penso ancora, prima o poi ci dobbiamo arrivare. Gli obiettivi rimangono quelli, a me piace vincere non partecipare, non sono decubertiniano. Mi ero abituato bene col ciclismo, voglio continuare a vincere anche col calcio. In questa stagione chiedo di continuare quello che è stato fatto, possibilmente di arrivare in Champions e magari anche di vincerla», e qui però ride di gusto, mentre prima era davvero serio.

MERCATO

«Non so niente, Carnevali non mi dice nulla, non ho ancora capito se mi compra Messi o mi vende tutta la squadra! Mi spiace molto aver perso Pellegrini, secondo me diventerà il miglior centrocampista italiano... ma abbiamo fatto una discreta plusvalenza».

GRADUALITÀ

«Abbiamo fatto un passo dopo l’altro in questi anni, ho avuto qualche momento di scoramento in particolare nel penultimo anno di serie B quando non siamo stati promossi per una serie di errori arbitrali. Ma ci stiamo consolidando e stiamo diventando un esempio per tanti, abbiamo fatto la scelta di puntare su atleti italiani e giocatori che sono cresciuti con noi, siamo una squadra con un’anima ben definita. Abbiamo puntato sul territorio e sui giovani, grazie alla capacità delle nostre strutture tecniche. La spesa? Berlusconi un giorno mi ha detto che faccio la squadra con l’ingaggio di Bacca».

MILAN

«Ora se il Sassuolo segna contro il Milan esulto e non viceversa. Non me l’hanno mai offerto, anche perché le cifre che giravano non corrispondevano al valore reale del Milan, avevo una valutazione fatta da una grande banca internazionale di 267 milioni. Si parlava di 700/800 milioni, addirittura un miliardo... non vogliamo buttare via i soldi, li guadagnamo lavorando sodo. Ho avuto grande lezione nella vita, quella di mio padre che mi ha sempre detto di lottare senza cercare scorciatoie. E voglio lasciare questa lezione ai miei figli e ai miei nipoti». Sull’altra metà di Milano, l'Inter, è come sempre caustico: «Diciamo che ho delle antipatie... Mi avevano regalato il cartello con scritto Inter-Sassuolo 0-1, è successo a distanza di qualche anno e allora mi hanno regalato un altro cartello con scritto missione compiuta».

CENTRO MAPEI SPORT

«È importantissimo, non tutti lo valutano nel modo corretto e non ci curiamo solo di calcio ma di tanti altri sport. Seguiamo la Juventus, ma anche altre squadre internazionali come il Leicester di Ranieri e quindi quest’anno il Nantes. Abbiamo tante richieste e facciamo fatica a dire di no».

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