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Caliendo paga tutto e iscrive il Modena

Caliendo paga tutto e iscrive il Modena

Soldi versati, presentati i documenti alla Covisoc, giovedì il Consiglio Federale

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MODENA. All’ultimo respiro, sul filo del rasoio, ma in tempo utile: Antonio Caliendo è riuscito a depositare negli uffici romani della Covisoc il ricorso contro la mancata ammissione al prossimo campionato di serie C, ovviamente documentando tramite gli appositi modelli F24 di aver saldato un debito di circa 500mila euro con l’erario. La Covisoc, presieduta dal modenese Cesare Bisoni, esaminerà il tutto e all’inizio della prossima settimana darà il proprio responso alla Figc, che giovedì comunicherà le squadre ammesse alla stagione 2017/18. Pur non essendoci ancora l’ufficialità, però, si può tirare un grosso sospiro di sollievo: stando a quanto filtra dall’organo di vigilanza sui club professionistici, la pratica è completa e i pagamenti accertati. Solo questo passaggio mancava al Modena per essere in regola dopo aver sistemato il bilancio – e in particolare il parametro p/a – grazie al conferimento del Mammut Club al suo interno con valutazione di 3,8 milioni.

«Con me il Modena non fallirà mai», aveva sempre dichiarato Caliendo. Ci è andato molto vicino, ma alla fine 105 anni di storia del club canarino sono stati salvati. Nella sua corsa contro il tempo, il presidente ha finito di racimolare i soldi necessari per saldare Irpef e Irap ieri mattina ed ha poi inviato a Roma il segretario generale Andrea Russo, che ha consegnato tutta la documentazione in mano all’avvocato Eduardo Chiacchio. Il legale aveva già preparato il ricorso dopo la bocciatura della Covisoc e, una volta ottenuti gli F24 in originale, ha potuto completare la pratica. Russo e Chiacchio sono stati poi raggiunti negli uffici di via Po dallo stesso Caliendo. «Ho iscritto la squadra come avevo sempre detto e ora rispetterò anche le altre promesse: mi farò da parte», le dichiarazioni dell’ex procuratore al rientro da Roma.

La trattativa per la cessione c’è già, dopo le tante intavolate ma mai concluse delle ultime settimane, ed ora dovrà andare in porto senza remore o tentennamenti da parte dell’attuale proprietà. C’è chi sussurra, tra l’altro, che una mano per permettere a Caliendo di trovare i soldi necessari per l’iscrizione sia stata data proprio dagli attuali acquirenti, con in testa Carmelo Salerno della Safim Architettura. Tutto avrebbe una logica, a patto che improvvisamente non si assista a nuovi colpi di scena. Impensabile, d’altronde, che dopo aver toccato il fondo Caliendo possa soltanto minimamente pensare di sostenere un’altra stagione in sella al Modena, senza risorse, sponsor e pure contributi di Lega, che per altri due anni da regolamento non potranno arrivare avendo il Modena “beneficiato” del paracadute da 700mila euro dopo la retrocessione. Una nuova proprietà è quella che da settimane attende anche il Comune, pronto a ridiscutere la gestione dello stadio Braglia (ma non a fare sconti a Caliendo per le tre rate arretrate del mutuo, ndr) con persone serie e ben intenzionate di fronte a sé. La cessione ad imprenditori modenesi, a maggior ragione se già noti all’amministrazione, sarebbe in tal senso la soluzione migliore e potrebbe riavvicinare al Modena non solo i tifosi ma anche tutti gli sponsor che negli anni si sono allontanati.

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