Bel Carpi, cede al Napoli solo nel finale
nostro servizio di Fabio Garagnani
I biancorossi tengono testa a lungo alla squadra di Sarri: 1-1 fino all’80’. Poi arrivano tre reti in 10’ per il definitivo 4-1
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TRENTO. In mezzo alle splendide alpi trentine, il Carpi firmato Antonio Calabro prova a stupire addetti al lavoro e spettatori del Briamasco di Trento inchiodando il Napoli sul pareggio fino a dieci minuti dalla fine, cioè prima di crollare di fronte alle sportellate di Milik. Al cospetto di una grande del campionato, il Carpi non sfigura affatto: tiene bene il campo, recupera lo svantaggio e crea qualche altra buona occasione. Certo, è pur sempre calcio d’estate, “traditore e menzognero”. In avvio, sono diversi i carichi di lavoro per le due squadre in campo, coi biancorossi al lavoro da quattro giorni e il Napoli già alla terza amichevole. Mister Calabro testa subito la difesa a tre, con Poli, Romagnoli e Gagliolo. Sugli esterni di centrocampo Jelenic e Anastasio. Pasciuti e Della Latta nel ruolo di interni a supporto di Bianco in mediana. In avanti, Concas gioca alle spalle di Mbakogu. Tra i partenopei non c’è Mario Rui, il cui esordio è previsto nella prossima amichevole contro il Chievo, ma in porta si rivede Reina, miracolato dall’arrivo pomeridiano del procuratore nel ritiro di Dimaro. In tribuna c’è anche Enrico Gherardi: reduce dai 36 gol firmati col Trento in Eccellenza, è il quinto cannoniere di sempre nella storia di via Marx, a quota 50 gol.
LA PARTITA Sarà anche per la forza soverchiante del Napoli, ma la difesa a tre del Carpi finisce per esserlo solo sulla carta. A volte a cinque, quando gli avversari attaccano per vie centrali, più spesso a quattro quando un esterno sale sul portatore di palla. Concas sempre ripiegato sul centrocampo con l’occhio fisso su Jorginho e licenza di avanzare per intercettare il giro palla. In fase di possesso, si alzano Jelenic e Anasatasio, mentre Concas si avvicina alla punta. I biancorossi difendono con ordine, ma la qualità (e il gioco) del Napoli non lasciano scampo già al settimo minuto, quando Martens e Callejon confezionano due confetti deliziosi sottoforma di assist e pallonetto. La squadra di Sarri ci prova ancora dalla distanza, ma Colombi fa muro mentre Mbakogu impensierisce Reina prima smistando una buona palla a Pasciuti poi con un destro bloccato. La chiave per scardinare le difese avversarie non sembra molto diversa dal solito, ma le verticalizzazioni verso Mbakogu sono meno frequenti e vanno spesso alla ricerca di uno step intermedio. Cambiano tutto gli allenatori al rientro in campo e a giovarne è il Carpi che al 7’ va in pari con una contropiede innescato da Jawo e finalizzato da Malcore con un bel tiro a girare dal limite. Poi tanti ma innocui angoli per il Napoli e poco lavoro per i due portieri fino al 36’ quando Milik si sveglia con un destro imprendibile e potente, poi depositando in rete l’assist di Ounes. Arrotonda Hamsik, ma il Carpi non c’è più.
LA PARTITA Sarà anche per la forza soverchiante del Napoli, ma la difesa a tre del Carpi finisce per esserlo solo sulla carta. A volte a cinque, quando gli avversari attaccano per vie centrali, più spesso a quattro quando un esterno sale sul portatore di palla. Concas sempre ripiegato sul centrocampo con l’occhio fisso su Jorginho e licenza di avanzare per intercettare il giro palla. In fase di possesso, si alzano Jelenic e Anasatasio, mentre Concas si avvicina alla punta. I biancorossi difendono con ordine, ma la qualità (e il gioco) del Napoli non lasciano scampo già al settimo minuto, quando Martens e Callejon confezionano due confetti deliziosi sottoforma di assist e pallonetto. La squadra di Sarri ci prova ancora dalla distanza, ma Colombi fa muro mentre Mbakogu impensierisce Reina prima smistando una buona palla a Pasciuti poi con un destro bloccato. La chiave per scardinare le difese avversarie non sembra molto diversa dal solito, ma le verticalizzazioni verso Mbakogu sono meno frequenti e vanno spesso alla ricerca di uno step intermedio. Cambiano tutto gli allenatori al rientro in campo e a giovarne è il Carpi che al 7’ va in pari con una contropiede innescato da Jawo e finalizzato da Malcore con un bel tiro a girare dal limite. Poi tanti ma innocui angoli per il Napoli e poco lavoro per i due portieri fino al 36’ quando Milik si sveglia con un destro imprendibile e potente, poi depositando in rete l’assist di Ounes. Arrotonda Hamsik, ma il Carpi non c’è più.
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