intervista al diesse
Pavarese: «La priorità è rinforzare l’attacco Io via? Se mi cacciano»
Gigi Pavarese è entrato nel pieno del suo lavoro dopo un periodo di pausa forzata per i problemi che hanno attanagliato la società in merito all'iscrizione del Modena al campionato, finalmente al...
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Gigi Pavarese è entrato nel pieno del suo lavoro dopo un periodo di pausa forzata per i problemi che hanno attanagliato la società in merito all'iscrizione del Modena al campionato, finalmente al sicuro dopo il ricorso accolto dalla Covisoc, e alle trattative per la cessione intavolate da Caliendo per la cessione del Modena. Dopo quella saltata con il gruppo straniero che il patron aveva già dato per conclusa, ecco quella con Carmelo Salerno che si sta sviluppando ma che ancora non è arrivata a una fine. Il diesse gialloblù non è stato immobile ad osservare gli eventi: ha imbastito contatti, prenotato giocatori; alcuni se li è visto sfuggire, altri li tiene attenzionati in attesa di avere il via libera e un po' di disponibilità economica per poter agire. Capuano lo ha elogiato per l'acquisto di Capellini, ora si aspetta da lui qualche colpo di qualità nel reparto avanzato, primo fra tutti il ritorno di Diop dal Torino. Pavarese, che Caliendo ha confermato prima sulla parola poi anche ufficialmente, è stato nel mirino della Juve Stabia e oggi è in quello del Campobasso. Dopo l'amichevole con la selezione della Montagna, alla quale ha assistito in compagnia del collega Di Somma del Benevento, ha fatto il punto sul mercato e sulla sua situazione personale.
«Ogni volta che i fratelli De Lucia, che sono amici cari, si muovono per acquistare una società, il mio nome viene accostato a loro. Prima con la Juve Stabia, adesso con il Campobasso. Ma io sono a Modena, ci sto bene, e se nessuno mi caccia ci resto».
La squadra è senza attacco.
«Lo so bene, abbiamo un Modena ancora incompiuto e c'è tanto da fare. Serve qualcosa in difesa, sugli esterni è arrivato Tito e nell'ambito dell'operazione Chiossi siamo riusciti a garantirci Badjie che è stato il milgior centrocampista della Primavera dell'Atalanta. Un ragazzo di qualità e avvenire. Ora dobbiamo mettere le mani soprattutto nel reparto avanzato. Le trattative in corso sono tante, ma non abbiamo ancora fatto nulla in quel settore anche perchè non vogliamo sbagliare: cerchiamo gente che, sia tecnicamente che mentalmente, sappia inserirsi in queto Modena e nello spogliatoio».
Quanto pesano le incertezze societarie nelle operazioni di mercato?
«Poco, anzi niente perchè Caliendo ci ha sempre tranquillizzati su tutto e anche chi eventualmente dovrebbe entrare conosce ogni singola cosa e la politica del club. Io sono qua e resto a disposizione, ma mi fa piacere che ci siano anche delle alternative almeno sotto l'aspetto professionale».
Il caso Brancolini.
«Una nota dolente e dolorosa. Non ha risposto alla convocazione per il ritiro e ora su questa situazione deciderà solo Caliendo. E' un grande talento, lo voleva il Sassuolo, ma non siamo riusciti a concludere positivamente un'operazione che avrebbe evitato tutto. Questa situazione è spiacevole e se vogliamo inaccettabile. Ma, ripeto, su Brancolini si esprimerà il presidente».
«Ogni volta che i fratelli De Lucia, che sono amici cari, si muovono per acquistare una società, il mio nome viene accostato a loro. Prima con la Juve Stabia, adesso con il Campobasso. Ma io sono a Modena, ci sto bene, e se nessuno mi caccia ci resto».
La squadra è senza attacco.
«Lo so bene, abbiamo un Modena ancora incompiuto e c'è tanto da fare. Serve qualcosa in difesa, sugli esterni è arrivato Tito e nell'ambito dell'operazione Chiossi siamo riusciti a garantirci Badjie che è stato il milgior centrocampista della Primavera dell'Atalanta. Un ragazzo di qualità e avvenire. Ora dobbiamo mettere le mani soprattutto nel reparto avanzato. Le trattative in corso sono tante, ma non abbiamo ancora fatto nulla in quel settore anche perchè non vogliamo sbagliare: cerchiamo gente che, sia tecnicamente che mentalmente, sappia inserirsi in queto Modena e nello spogliatoio».
Quanto pesano le incertezze societarie nelle operazioni di mercato?
«Poco, anzi niente perchè Caliendo ci ha sempre tranquillizzati su tutto e anche chi eventualmente dovrebbe entrare conosce ogni singola cosa e la politica del club. Io sono qua e resto a disposizione, ma mi fa piacere che ci siano anche delle alternative almeno sotto l'aspetto professionale».
Il caso Brancolini.
«Una nota dolente e dolorosa. Non ha risposto alla convocazione per il ritiro e ora su questa situazione deciderà solo Caliendo. E' un grande talento, lo voleva il Sassuolo, ma non siamo riusciti a concludere positivamente un'operazione che avrebbe evitato tutto. Questa situazione è spiacevole e se vogliamo inaccettabile. Ma, ripeto, su Brancolini si esprimerà il presidente».
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