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Modena, Caliendo chiama ma piange il telefono

Modena, Caliendo chiama ma piange il telefono

Cerca Carmelo Salerno per chiarire la clausola del contratto che ha fatto  saltare una trattativa avviata alla conclusione, ma mister Safim non risponde

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13 luglio 2017: è tardi, manca un’ora alla mezzanotte quando Carmelo Salerno e Antonio Caliendo, assistiti dai rispettivi professionisti, si alzano dal tavolo e si stringono la mano all’insegna dell’affare fatto. Palla consegnata a commercialisti e avvocati per la stesura di un contratto preliminare che non dovrebbe contenere sorprese. C’è anche Giampiero Samorì come testimone e promotore di un accordo virtualmente raggiunto.

28 luglio: con un comunicato stampa Carmelo Salerno annuncia di aver interrotto la trattativa con Caliendo esprimendo tutto il proprio dispiacere a livello personale e anche nei confronti dei tifosi del Modena che erano pronti ad accoglierlo a braccia aperte.

29 luglio: Antonio Caliendo prende il telefonino, cerca fra i contatti il nome del titolare della Safim, compone il numero, ma scatta la segreteria telefonica. Una volta, due volte, poi un messaggio che non riceve risposta.

Proprio ieri doveva essere, per tutti, il giorno del passaggio di consegne con tanto di dimissioni di Caliendo e insediamento di Salerno al timone del Modena anche se l’uscita dell’attuale proprietario non sarebbe stata immediata, ma dopo una gestione congiunta di un paio di mesi attraverso un concordato tra le parti, Il motivo? Il piano di smaltimento dei debiti accumulati dal Modena in gran parte a carico di Caliendo, nonostante la disponibilità di Salerno di aumentare il proprio contributo.

Tutto fatto, lo sapevano anche a Fanano, ma una nuova stesura del contratto fa saltare l’accordo, pare per una clausola relativa a un’esposizione di mister Safim nelle varie sedi nei confronti di eventuali situazioni legate all’attività della vecchia gestione. Che al momento non esistono, ma che non sono mai da escludere. Per Salerno, Caliendo ha tirato troppo la corda, per Caliendo una clausola contrattuale si discute e non può far saltare una trattativa che durava ormai da quasi un anno. Con la ritirata di Salerno Caliendo, che aveva ricevuto un cerino acceso dalle mani di Roberto Casari, ora si trova a dover gestire un incendio perchè non ci sono altri interlocutori interessati al Modena. Il telefono piange, Caliendo è sempre più solo e contestato e nei prossimi giuorni dovrà anche ottemperare ad altri pagamenti come gli stipendi.

Tutto finito davvero? La sensazione è che da parte dell’attuale proprietà ci sia tutta l’intenzione di riprendere a trattare e che Carmelo Salerno, nonostante l’irrigidimento attuale, potrebbe riaprire una fessura nella porta per non gettare al vento tanti mesi e dopo aver quasi impugnato la stilografica per apporre la firma sul contratto. Lunedì si vedrà. Intanto all’assessore Giulio Guerzoni, che si augurava il cambio al vertice del Modena, cadono le braccia: «Far saltare una trattativa giunta al punto di conclusione è da irresponsabili». Il riferimento, ovviamente, non è a Salerno. (p.v.)

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