Prendere o lasciare: Salerno potrebbe riaprire la trattativa
Il titolare della Safim avrebbe dato mandato per un ultimo tentativo con Caliendo sulla base dell’accordo del 13 luglio
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Tutti al mare, ma da sotto gli ombrelloni qualcosa trapela sempre e sono buone indicazioni per i tifosi del Modena. Travolto da messaggi di stima e incoraggiamento da parte della città, Carmelo Salerno, il titolare della ditta Safim che ha interrotto bruscamente la trattativa per l’acquisto del club canarino con Antonio Caliendo quando ormai le parti erano pronte a mettere nero su bianco, potrebbe fare un mezzo passo indietro e dare indicazioni ai suoi professionisti di riprovare a intavolare un discorso con l’attuale proprietà.
Salerno pare non avere più voglia di incontrare personalmente Caliendo, ma di fronte alle chiamate, comunque rimaste senza risposta, del patron canarino, ma soprattutto per la pressione di una piazza che sogna il cambiamento e un nuovo corso per il Modena Calcio, avrebbe deciso almeno di concedere un’ultima chance. Ma alle sue condizioni, sulle basi di quell’accordo raggiunto il 13 luglio scorso e suggerito dall’avvocato Samorì che poi non ha più preso parte alle trattative, Accordo successivamente modificato nella stesura del contratto preliminare dai professionisti di Caliendo che hanno inserito una clausola sulla responsabilità della nuova proprietà in merito alla gestione precedente che ha fatto imbestialire mister Safim. Ma ci sono buone possibilità che domani si possa riaprire il discorso tra i rappresentanti di Salerno e Caliendo, ma solo, ripetiamo, sulla base dell’intesa raggiunta il 13 luglio quando Salerno e Caliendo si alzarono dal tavolo con reciproca soddisfazione per l’accordo raggiunto che prevedeva un concordato per la ristrutturazione del debito del Modena, nel quale è inserito anche il Mammut Club, che imponeva alla gestione Caliendo di prendersi carico delle pendenze coi principali creditori della società gialloblù. L’attuale patron, dopo aver riprovato a contattare personalmente Salerno e i suoi professionisti, ha quindi di nuovo l’occasione, dopo aver perso gli stranieri (altro mistero) coi quali era arrivato alle firme, di avere nuovamente di fronte l’ interlocutore al quale aveva praticamente già passato la mano. Cosa farà? Prenderà atto che non può attribuire ad altri i disastri di una gestione tecnica e societaria che ha portato il Modena sull’orlo del fallimento - fantasma che continua a perseguitare il club canarino - accettando le condizioni di Salerno, o tenterà l’ennesimo salto mortale senza rete rimanendo alla guida di un Modena tormentato dalle scadenze, dalle passività, dal gigantesco problema dello stadio, dall’impossibilità di muoversi sul mercato e in una città che non lo sopporta più? Da domani la risposta. Caliendo, ci pensi, tolga le ancore, parta per la crociera e molli il Modena a Carmelo Salerno che quel cerino che Casari gli mise tra le mani lo prenderebbe tra le sue. (p.v.)
Salerno pare non avere più voglia di incontrare personalmente Caliendo, ma di fronte alle chiamate, comunque rimaste senza risposta, del patron canarino, ma soprattutto per la pressione di una piazza che sogna il cambiamento e un nuovo corso per il Modena Calcio, avrebbe deciso almeno di concedere un’ultima chance. Ma alle sue condizioni, sulle basi di quell’accordo raggiunto il 13 luglio scorso e suggerito dall’avvocato Samorì che poi non ha più preso parte alle trattative, Accordo successivamente modificato nella stesura del contratto preliminare dai professionisti di Caliendo che hanno inserito una clausola sulla responsabilità della nuova proprietà in merito alla gestione precedente che ha fatto imbestialire mister Safim. Ma ci sono buone possibilità che domani si possa riaprire il discorso tra i rappresentanti di Salerno e Caliendo, ma solo, ripetiamo, sulla base dell’intesa raggiunta il 13 luglio quando Salerno e Caliendo si alzarono dal tavolo con reciproca soddisfazione per l’accordo raggiunto che prevedeva un concordato per la ristrutturazione del debito del Modena, nel quale è inserito anche il Mammut Club, che imponeva alla gestione Caliendo di prendersi carico delle pendenze coi principali creditori della società gialloblù. L’attuale patron, dopo aver riprovato a contattare personalmente Salerno e i suoi professionisti, ha quindi di nuovo l’occasione, dopo aver perso gli stranieri (altro mistero) coi quali era arrivato alle firme, di avere nuovamente di fronte l’ interlocutore al quale aveva praticamente già passato la mano. Cosa farà? Prenderà atto che non può attribuire ad altri i disastri di una gestione tecnica e societaria che ha portato il Modena sull’orlo del fallimento - fantasma che continua a perseguitare il club canarino - accettando le condizioni di Salerno, o tenterà l’ennesimo salto mortale senza rete rimanendo alla guida di un Modena tormentato dalle scadenze, dalle passività, dal gigantesco problema dello stadio, dall’impossibilità di muoversi sul mercato e in una città che non lo sopporta più? Da domani la risposta. Caliendo, ci pensi, tolga le ancore, parta per la crociera e molli il Modena a Carmelo Salerno che quel cerino che Casari gli mise tra le mani lo prenderebbe tra le sue. (p.v.)
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