il difensore ceduto al parma
Gagliolo, un saluto commovente «Siete stati come una famiglia»
Cinque anni in biancorosso non si dimenticano facilmente. Soprattutto se, sulle ali di due promozioni incredibili, sono stati l’ascensore verso il calcio che conta.Con la partenza verso Parma di...
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Cinque anni in biancorosso non si dimenticano facilmente. Soprattutto se, sulle ali di due promozioni incredibili, sono stati l’ascensore verso il calcio che conta.
Con la partenza verso Parma di Riccardo Gagliolo, 154 presenze totali (144 in campionato) con 10 reti, se ne va uno dei maggiori rappresentanti di questa età dell’oro del calcio carpigiano. Il biondo difensore, che in maglia crociata ritrova Antonio Di Gaudio, ha affidato al suo profilo Instagram il saluto ai tifosi del Carpi: «C’è un inizio e una fine per tutto - ha scritto Gagliolo - e non è mai facile salutare e mettere un punto. Sono stati cinque anni di gioie immense, di difficoltà e di riscatto, sono orgoglioso di aver indossato questa maglia, di poter dire “io c’ero” quando racconterò la favola del Carpi, siete stati una famiglia, degli amici, una spalla su cui appoggiarmi nei momenti difficili. Ringrazio lo staff, la società, i tifosi e la città per avermi fatto sentire sempre a casa. Per i miei compagni ma soprattutto amici che dire, sempre a testa alta Immortali, ci vediamo in campo».
Un addio commovente, da parte di una colonna di quel Carpi che per sempre resterà nella storia. (f.g.)
Con la partenza verso Parma di Riccardo Gagliolo, 154 presenze totali (144 in campionato) con 10 reti, se ne va uno dei maggiori rappresentanti di questa età dell’oro del calcio carpigiano. Il biondo difensore, che in maglia crociata ritrova Antonio Di Gaudio, ha affidato al suo profilo Instagram il saluto ai tifosi del Carpi: «C’è un inizio e una fine per tutto - ha scritto Gagliolo - e non è mai facile salutare e mettere un punto. Sono stati cinque anni di gioie immense, di difficoltà e di riscatto, sono orgoglioso di aver indossato questa maglia, di poter dire “io c’ero” quando racconterò la favola del Carpi, siete stati una famiglia, degli amici, una spalla su cui appoggiarmi nei momenti difficili. Ringrazio lo staff, la società, i tifosi e la città per avermi fatto sentire sempre a casa. Per i miei compagni ma soprattutto amici che dire, sempre a testa alta Immortali, ci vediamo in campo».
Un addio commovente, da parte di una colonna di quel Carpi che per sempre resterà nella storia. (f.g.)
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