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Malcore incanta il Carpi: è lui la stella dell’estate

di Fabio Garagnani
Malcore incanta il Carpi: è lui la stella dell’estate

Dopo l’eurogol al Napoli, l’attaccante ha firmato una tripletta nel test col Chievo Una rinascita che arriva da lontano, dopo tante delusioni e la vergogna di Nocera 

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Con la tripletta realizzata lo scorso sabato contro il Chievo, Giancarlo Malcore si prende tutte le copertine di questo pre campionato biancorosso: suoi sono ben quattro dei cinque gol realizzati dal Carpi.

Due rigori ben battuti, un destro chirurgico a girare e un colpo di testa piazzato. Un campionario degno di un grande bomber: messo in mostra contro Napoli e Chievo, fa sognare ai tifosi un nuovo GM23 che possa sostituire l’indimenticabile KL15 di Kevin Lasagna.

È un destino strano quello che lega l’attaccante salentino al Carpi: fiore all’occhiello del settore giovanile del Lecce, il 16 giugno 2013 Malcore assiste dalla panchina al trionfo della società emiliana, che quel giorno conquista al Via del Mare la sua prima Serie B. Non poteva certo immaginare che sarebbero stati proprio i colori biancorossi a ridargli una chance nel calcio professionistico. A quell’epoca lo chiamano “El Nino”, come il suo idolo Torres. Un talento puro: tecnica, velocità e senso del gol. Il Lecce inchioda sia lui che Filippo Falco a un contratto quinquennale ma il suo primo anno da professionista in prestito alla Nocerina è un vero e proprio incubo: minacce di morte e un derby farsa con la Salernitana. Lui entra dalla panchina, ma dopo una manciata di secondi il tecnico della Nocerina ha già fatto tre sostituzioni, e dopo 20 minuti altri cinque abbandonano per infortunio. Vince la Salernitana a tavolino ma le conseguenze sono pesantissime. Malcore è tra i sei che finiscono la partita, ma è una magra consolazione. Il 29 gennaio 2014 la Nocerina viene esclusa dal campionato di Lega Pro.

Per un ragazzo di appena vent’anni è un battesimo difficile da digerire. Le successive esperienze con Chieti e Paganese rimangono avare di soddisfazioni sportive: poche presenze, nessun gol. Meglio ricominciare dai dilettanti. Il Nardò, poi il Manfredonia. 14 gol sono un buon gruzzolo, ma la stagione è ancora deludente: inizia sognando la Lega Pro e termina a caccia di punti salvezza. Poco importa, perché la chiamata della carriera arriva comunque. Di lui si ricorda Matteo Lauriola, che era stato Direttore generale del settore giovanile leccese. Poi quattro gol e un futuro tutto da scrivere.

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