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Marchionne: «Questa è la Ferrari che voglio»

Marchionne: «Questa è la Ferrari che voglio»

Il presidente delle rosse: «Sono felice e commosso. Vettel e Raikkonen coppia da non separare» 

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BUDAPEST . E' la quarta vittoria e la seconda doppietta dell'anno per Scuderia Ferrari, le numero 228 e 83 rispettivamente nella storia della squadra. Per Sebastian Vettel il settimo successo in rosso e il 46esimo in carriera, per tutti quelli che lavorano a Maranello il coronamento di uno sforzo immane, in una gara tutt'altro che facile nonostante la prima fila al via. Un trionfo arrivato, alla presenza del presidente Sergio Marchionne, grazie soprattutto al grande sacrificio di Kimi Raikkonen che ha protetto il compagno in difficoltà per i guai allo sterzo.

«Sono commosso, sono molto felice - afferma il numero uno della casa di Maranello tra abbracci e strette di mano al box dell'Hungaroring - questa è la Ferrari che voglio. È stata una vittoria sofferta, ma sono stati tutti bravissimi. Diamo un nove a tutta la squadra che ha fatto un grandissimo lavoro. Guardate lassù i piloti sul podio: stanno benissimo insieme e cambiare la squadra è difficile. Vediamo se possiamo portarli tutti insieme per il 2018: Vettel e Raikkonen lavorano tutti bene e sarebbe un rischio cambiare qualcosa».

Marchionne ha poi lasciato la parola in tema di rinnovi dei contratti al team principal, Maurizio Arrivabene, che non si è sbilanciato: «Ci sarà modo di parlarne durante le vacanze, che poi chiamiamole pure così, ma per noi non saranno tali».

Il presidente ha parlato anche dei giovani e dei progetti per valorizzarli: «Dobbiamo trovare posto per i tanti ragazzi che gravitano attorno alla Ferrari, in modo da consentire loro di sviluppare le potenzialità perché possono costituire il futuro. Un'idea può essere affidarli, con i motori, alla Sauber". La scuderia svizzera ha appena stretto un accordo pluriennale con Maranello per proseguire nella fornitura delle power unit.

Una Ferrari capace di giocare di squadra e vincere a dispetto di una Mercedes che ha invece dimostrato di non avere le idee molto chiare a proposito di 'team orders' con Toto Wolff infuriato a suon di gesti di stizza per la restituzione del podio da Hamilton a Bottas per poi nelle interviste a fine gara rimangiarsi tutto: «Sì, abbiamo avuto una grande discussione su cosa fare per la posizione dei piloti, ma alla fine abbiamo fatto quello che era più giusto per noi. È il nostro spirito, ma non sono soddisfatto del terzo e del quarto posto».

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