Paltrinieri immenso sul tetto del mondo
di Enrico Ballotti
Vince i 1500 metri a Budapest: adesso è nella leggenda
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È come quando uno ha sete e dalla camera da letto va alla ricerca del frigo. Può essere anche buio, ma difficilmente il nostro soggetto può perdere la strada. E’ casa sua e in casa sua non può perdersi, non può sbagliare. Proprio come Gregorio Paltrinieri che non poteva smarrirsi nei “suoi” 1500 stile libero. Ecco, vincere il mondiale per la seconda volta consecutiva non è stato come bere un bicchiere d’acqua, ma Greg ha comunque ribadito che su quelle altitudini non c’è storia. Per buona pace di tutti: vecchi e nuovi concorrenti, ex avversari ora ritirati (ogni riferimento è a Sun Yang) e pure chi lo aveva visto un po’ in calo. Forse a tradire gli amanti dei pronostici erano stati quegli 800 affrontati in settimana. Il carpigiano anche lì puntava all’oro ma niente, solo bronzo. Un terzo posto forse amaro che, però, deve aver dato una carica ancora maggiore: Paltrinieri ha lasciato tutti senza fiato alla Duna Arena di Budapest, ma pure a Carpi. Verrebbe quasi da dire che non c’è stata gara perché il “pilota automatico” di Gregorio ha fatto il suo dovere andando a logorare tutti gli avversari.
GLI AMICI. La “maratona della piscina” è ormai una questione di famiglia. Quando si è chiamati a fare tanta fatica, la solidarietà tra colleghi è una conseguenza. Per questo si finisce per essere amici che si sfidano ad ogni appuntamento, così è anche per Gregorio che per la prima parte di gare deve guardarsi dalla pressione di Horton, prossimo compagno di allenati oltre che atleta di primo livello. Il testa a testa mondiale sembra proprio questo, ma piano piano le credenziali dell’australiano vanno scemando. In cattedra sale Mikhailo Romanchuk che proprio con Paltrinieri ha avuto modo di misurarsi nel centro tecnico di Ostia. L’ucraino è la sorpresa, si aggrappa alla scia dell’azzurro e come un “vecchio cagnaccio” non molla. C’è poi l’amicone e compagno di nazionale Gabriele Detti. Il campione degli 800 questa volta non entra in competizione con Greg e finisce per essere fuori dal podio. Poco male, la zampata del livornese era già arrivata in settimana.
IL RECORD DI SUN. Chi non c’è è invece il cinese Sun Yang che ormai ha salutato definitivamente i 1500, ma che è ancora il detentore del record del mondo di specialità. Un 14’31”02 staccato alle Olimpiadi di Londra del 2012, quelle dell’esordio di Greg. Il primato sembra alla portata, nella prima parte di gara il 22enne carpigiano è addirittura in grado di stare sotto la prestazione del cinese. Poi i tempi si alzano restando comunque di primo livello. Per gli amanti dei numeri e delle statistiche ecco i finali dei migliori: Paltrinieri 14’35”85, Romanchuk 14’37”14, Horton 14’47”70, Detti 14’52”07. Vacilla, ma non crolla il primato europeo che proprio il carpigiano detiene (14’34”04).
LO STRAPPO E IL BIS. Record o non record quello che conta è portare a casa questo benedetto oro. A preoccupare è soprattutto il rush finale di Romanchuk che, come detto, resta incollato a Greg. I due giocano con l’elastico: uno guadagna, l’altro perde e viceversa. Fino ai 300 metri dall’arrivo quando in vasca scende anche il “tattico” Paltrinieri. L’azzurro, infatti, capisce che quello è il momento di salutare e nuotare verso porti più sicuri. La frequenza aumenta, l’ucraino crolla e il vantaggio di Greg si dilata. E’ lo strappo decisivo, quello che permette un’ultima vasca tutto sommato tranquilla. Potenza e intelligenza, così d’altra parte si vince il Mondiale. Il secondo, consecutivo, per Paltrinieri. Come bere un bicchiere d’acqua…
GLI AMICI. La “maratona della piscina” è ormai una questione di famiglia. Quando si è chiamati a fare tanta fatica, la solidarietà tra colleghi è una conseguenza. Per questo si finisce per essere amici che si sfidano ad ogni appuntamento, così è anche per Gregorio che per la prima parte di gare deve guardarsi dalla pressione di Horton, prossimo compagno di allenati oltre che atleta di primo livello. Il testa a testa mondiale sembra proprio questo, ma piano piano le credenziali dell’australiano vanno scemando. In cattedra sale Mikhailo Romanchuk che proprio con Paltrinieri ha avuto modo di misurarsi nel centro tecnico di Ostia. L’ucraino è la sorpresa, si aggrappa alla scia dell’azzurro e come un “vecchio cagnaccio” non molla. C’è poi l’amicone e compagno di nazionale Gabriele Detti. Il campione degli 800 questa volta non entra in competizione con Greg e finisce per essere fuori dal podio. Poco male, la zampata del livornese era già arrivata in settimana.
IL RECORD DI SUN. Chi non c’è è invece il cinese Sun Yang che ormai ha salutato definitivamente i 1500, ma che è ancora il detentore del record del mondo di specialità. Un 14’31”02 staccato alle Olimpiadi di Londra del 2012, quelle dell’esordio di Greg. Il primato sembra alla portata, nella prima parte di gara il 22enne carpigiano è addirittura in grado di stare sotto la prestazione del cinese. Poi i tempi si alzano restando comunque di primo livello. Per gli amanti dei numeri e delle statistiche ecco i finali dei migliori: Paltrinieri 14’35”85, Romanchuk 14’37”14, Horton 14’47”70, Detti 14’52”07. Vacilla, ma non crolla il primato europeo che proprio il carpigiano detiene (14’34”04).
LO STRAPPO E IL BIS. Record o non record quello che conta è portare a casa questo benedetto oro. A preoccupare è soprattutto il rush finale di Romanchuk che, come detto, resta incollato a Greg. I due giocano con l’elastico: uno guadagna, l’altro perde e viceversa. Fino ai 300 metri dall’arrivo quando in vasca scende anche il “tattico” Paltrinieri. L’azzurro, infatti, capisce che quello è il momento di salutare e nuotare verso porti più sicuri. La frequenza aumenta, l’ucraino crolla e il vantaggio di Greg si dilata. E’ lo strappo decisivo, quello che permette un’ultima vasca tutto sommato tranquilla. Potenza e intelligenza, così d’altra parte si vince il Mondiale. Il secondo, consecutivo, per Paltrinieri. Come bere un bicchiere d’acqua…
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