Salerno e Caliendo, è l’ultima possibilità
Il titolare della Safim oggi dovrebbe riprendere a trattare ma all’insegna del prendere o lasciare
MODENA Lunedì di passione per il Modena Calcio e per tutto il popolo geminiano. Oggi, infatti, potrebbe riaprirsi la trattativa tra Carmelo Salerno, titolare dell’impresa di costruzioni Safim, e Antonio Caliendo presidente e propriario del club canarino. Trattativa che si è interrotta bruscamente giovedì scorso quando Salerno, di fronte a una controproposta dei legali di Caliendo nella stesura del contratto, ha clamorosamente abbandonato il tavolo quando ormai sembrava che la firma fosse solo una formalità.
Una mossa in risposta a una clausola capestro inserita dai legali di Caliendo che avrebbe mantenuto Salerno responsabile della gestione precedente anche dopo il trasferimento delle quote, che ha scatenato la delusione degli sportivi modenesi, dell’amministrazione comunale stessa che sperava in una grande svolta al pari dei tifosi gialloblù, e, paradossalmente, anche dello stesso Caliendo che si è trovato senza più interlocutori quando ormai pensava alle dimissioni. Gli attestati di stima e di incoraggiamento che hanno tempestato Salerno, hanno probabilmente convinto mister Safim a riprovarci: non personalmente, ma attraverso i suoi professionisti che oggi dovrebbero ricontattare quelli di Caliendo per verificare se esiste ancora una possibilità di riprendere il discorso. Che, però, sarà all’insegna del prendere o lasciare: Salerno, che non vuole più incontrare Caliendo personalmente, è disposto a riparlare del Modena, ma solo alla condizione che l’accordo avvenga sull’intesa raggiunta il 13 luglio scorso quando le parti si alzarono con una stretta di mano all’insegna dell’affare fatto. Accordo sui soldi, sugli impegni e anche sul concordato necessario per la ristrutturazione del debito che grava sul Modena e che avrebbe visto Caliendo esposto nei contronti dei principali creditori. Concordato posto come condizione sine qua non da Salerno, meno gradito a Caliendo, ma necessario per sanare la società senza sorprese da entrambe le parti.
Caliendo accetterà di ripartire da quell’accordo? Se vuole vendere dovrà scendere a miti consigli. In caso contrario altre peripezie per affrontare le scadenze, che in agosto saranno importanti, il problema dello stadio e di un Modena agonizzante. Il fatto che lo stesso Antonio Caliendo abbia provato a ricontattare Salerno e i suoi professionisti subito dopo la rottura, depone in favore di una ripresa della trattativa e anche di un possibile lieto fine, ma dopo aver visto saltare l’accordo con il gruppo straniero - Caliendo aveva già firmato nella sede di una fondazione di Montecarlo - e anche quella con Salerno al momento di mettere nero su bianco, ogni pronostico è destinato a fallire. Destino che potrebbe incontrare anche il Modena Calcio se Caliendo dovesse rimanere solo al comando, senza uno sponsor, senza nessun aiuto da parte di una città che lo ha sfrattato ancora prima del Comune e alle prese con impegni finanziari importanti imminenti e il completamento di una formazione dovendo operare su un mercato che non attribuisce più credibilità alla sua amministrazione.
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