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Caliendo ora attacca Salerno e Samorì

Caliendo ora attacca Salerno e Samorì

«Il 13 luglio si erano proposti di acquistare rispettivamente la società e il Mammut, poi...». L’architetto replica: «Fa caldo»

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Tutti contro tutti. O meglio, tutti contro Caliendo e Caliendo contro tutti. Così, tanto per gradire, non bastasse aver toccato il fondo ed essere scampati dal baratro ancora non si sa come né fino a quando. Con un comunicato stampa sul sito del Modena, il presidente ha ritrovato ufficialmente la parola per fornire la sua versione sugli sviluppi della trattativa con Carmelo Salerno, “smontandola” ma al tempo stesso non chiudendola, ed ha anche tirato in ballo Giampiero Samorì e il socio di minoranza Giancarlo Guidi in maniera tutt’altro che dettagliata e chiarificatrice. Anzi, l’effetto è stato quello di rimediare smentite.

Questi sono i passaggi cruciali del comunicato.

“In data 13 luglio vi è stato un incontro tra il Sig. Caliendo, l’Avv. Samorì e l’Arch. Salerno, incontro durante il quale questi ultimi si sono proposti di acquistare rispettivamente il complesso immobiliare di proprietà della Finstars S.r.l. (Mammut Club ) e le quote societarie del Modena FC. La proprietà del Modena FC manifestava ai possibili acquirenti la propria disponibilità a cedere le quote sociali ed il suindicato immobile per un prezzo simbolico a titolo di rimborso, per l’iscrizione al campionato 2017/2018. Nei giorni successivi l’Arch. Salerno e i suoi professionisti inviano una bozza contrattuale alla Società, bozza che però non poteva essere accettata dal momento che questa non solo non prevedeva l’immediato passaggio dell’amministrazione del Modena FC all’Arch. Salerno ma non vi era accenno alcuno sugli impegni economici effettivi da parte dei possibili acquirenti se non prima di novembre. Tale proposta contrattuale veniva altresì considerata non accettabile dal Dott. Guidi, altro socio del Modena FC. Seguiva, quindi, lo scambio di proposte e controproposte tra i professionisti che però non trovavano concordi le parti posto che, da una parte la proprietà del Modena FC pretendeva un impegno finanziario immediato dell’Arch. Salerno, dall’altro quest’ultimo continuava a pretendere di subentrare nella gestione dell’attività sportiva pur senza assumersi alcun impegno di spesa. Il Modena FC sta attualmente aspettando una formale proposta dell’Arch. Salerno come anticipato dai suoi professionisti nell’incontro del 31 luglio”.

Caliendo attacca ma attende Salerno, che pure sta attendendo da giorni solo ed esclusivamente una risposta all’unica domanda con la quale la trattativa si chiuderebbe in maniera positiva: “Acetti il concordato preventivo giudiziale?”.

L’architetto, titolare della Safim Architettura, non ha accolto di buon grado il comunicato dopo aver già accettato di riprendere i discorsi con Caliendo tramite i suoi professionisti: «In questi giorni fa molto caldo», ha ironizzato, aggiungendo che «suona strano considerare l’offerta di versare 2,5 milioni in regime di concordato, fatta alla presenza di testimoni, “simbolica” o “alcun impegno di spesa”…».

E Samorì, colui che presenziò al primo incontro tra le parti pur non entrando nella trattativa, sarebbe davvero con Salerno?

Detto che dal comunicato, dopo l’iniziale accenno ad un suo possibile acquisto del Mammut, improvvisamente scompare e detto anche che, interpellato, l’avvocato si è limitato ad un “non ci sarebbe neanche da commentare”, è certo che il Modena perderà 130mila euro di sponsorizzazione dalla sua Assicuratrice Milanese e forse TvQui come emittente ufficiale.

Chiudiamo il cerchio con Guidi, che ha rimandato una risposta ufficiale ad una lettura più attenta del comunicato pur spiegando di essere stato interpellato da Caliendo non per esprimere un parere sulla trattativa ma solo per valutare legalmente la prima bozza di contratto, nella quale la principale rimostranza riguardava cifre non congrue rispetto a quella che si presume essere la situazione debitoria del Modena. Cifre poi riviste. Da Guidi, ora intento a decidere se mantenere il suo 0,3%, c’è stato tutto fuorché una preclusione nei confronti di Salerno.

Marco Costanzini

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