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Guidi scrive la parola fine «Rinuncio alle mie quote»

di Marco Costanzini
Guidi scrive la parola fine «Rinuncio alle mie quote»

Lo storico socio di minoranza lascia dopo quasi 40 anni il suo 0,3% del Modena «Un enorme dispiacere, decisione inevitabile anche per un tifoso come me»

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Non avrà dormito per diverse notti, pensandoci e ripensandoci, ma alla fine Giancarlo Guidi ha detto “basta”. Lo storico socio di minoranza del Modena, che per quasi quarant’anni è stato titolare di un simbolico 0,3% delle quote del club gialloblù, alla scadenza dei termini per decidere se partecipare o meno all’ultimo ripianamento delle perdite e al conseguente aumento di capitale non se l’è sentita di andare avanti. Quanto per lui sia stato difficile prendere questa decisione lo testimonia quell’assegno già pronto e ancora custodito nel portafoglio, per la cifra di 9mila euro che avrebbe dovuto versare e che invece non verserà. Guidi automaticamente perderà le sue quote e il Modena dalla prossima settimana sarà al 100% della World Promotion Company, dunque al 100% di Antonio Caliendo almeno fino al Lussemburgo. Ed è proprio Caliendo, non tanto come persona quanto come gestore della società canarina, l’ago della bilancia nella scelta dell’ormai ex socio di minoranza.

«Difficile esprimere quello che provo – ha spiegato Guidi ieri pomeriggio nel suo studio di commercialista – ed estremamente doloroso decidere di farmi da parte. Anche se la mia quota è sempre stata simbolica, pur comportando una spesa comunque importante per me, io ci ero affezionato e ne andavo orgoglioso. Sono nato con il mito del Modena, mio papà e mio zio hanno giocato nel Modena con Fresia allenatore e anche io ho vestito la maglia delle giovanili gialloblù ad inizio anni Cinquanta, insieme a gente come Goldoni o Ottani e con gli insegnamenti di Astro Galli, dopo aver iniziato alla Città dei Ragazzi. In società sono entrato ai tempi di Farina e, in fondo, nel mio piccolo penso di aver rappresentato la continuità modenese dentro alla società. Romano Amadei, il miglior patron che ho conosciuto e il cui spessore non tutti i modenesi purtroppo hanno capito, mi propose anche di fare il presidente».

Non è un caso che la parola Modena sia così ridondante, perché quello di Giancarlo Guidi è il racconto di un amore, che oggi si potrebbe definire tradito da altri: «Già ai tempi della gestione Ghirlandina Sport non ero stato trattato bene, da Caliendo sono stato quasi sempre ignorato. Con lui non si sa mai nulla. E quelle poche volte in cui sono stato interpellato, come per valutare la prima bozza di contratto inviata dai legali di Carmelo Salerno, mi vedo pure chiamato in causa in maniera equivoca: io ho solo specificato che le cifre non tornavano rispetto alla situazione debitoria reale del Modena, non a caso il contratto poi è stato sistemato. Con Salerno, tra l’altro, sarei rimasto. Chissà…».

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