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Grand Prix: Caterina Bosetti d’argento

Grand Prix: Caterina Bosetti d’argento

Volley. La schiacciatrice della Liu Jo chiude con 17 punti e il 50% in attacco la finale persa al quinto set contro il Brasile

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Lacrime inevitabili e non di gioia per Caterina Bosetti al termine della finale del Grand Prix femminile persa al quinto set dall’Italia contro il Brasile. Grandi, grandissime azzurre per tutta la manifestazione, grandi, grandissime anche nella finale che assegnava un trofeo che avrebbero ampiamente meritato. Purtroppo non è bastato.

QUANTI RIMPIANTI

Primo set con l’Italia sotto di 4 che rimonta e vola 23-21, poi con la palla da ricostruire per il 24-21 Malinov sceglie una tesa dietro e commette fallo in palleggio. Il set lo vince così il Brasile 26-24. Sull’1-1 altro treno che passa ma su cui l’Italia non sale: avanti di 5 (17-12) Chirichella e compagne iniziano a subire e cedono 25-22 ritrovandosi di nuovo sotto (1-2) e costrette a inseguire fino a raggiungere un tie break da cui sono uscite troppo presto di scena (break brasiliano sul 3-3 e saluti a tutti).

CATERINA GRANDI NUMERI

La Liu Jo può essere più che orgogliosa di Caterina Bosetti: per lei parla lo score a fine match, con 17 punti personali, seconda miglior realizzatrice delle azzurre e 15 conclusioni vincenti su 30 attacchi per un 50% eccellente nei 5 set in cui si è articolato il match con le brasiliane. A queste cifre vanno poi aggiunti 1 ace e 1 muro. Niente male davvero.

EGONU ALTRO MONDO

Se il Brasile ha festeggiato “bailando a lungo al centro del parquet”, si può ben dire che il Grand Prix 2017 sarà ricordato come quello della definitiva consacrazione di Paola Ogechi Egonu, giustamente definita dal commentatore Youtube della finale come “Young italian sensation”.

La diciottenne opposta sembra più una cubana d’altri tempi che una semplice “umana”. Nella finale ha regalato al pubblico 29 punti con 25 su 52 attacchi, 3 muri e 1 ace.

Ripensando alla visita fatta a suo tempo allo stabilimento Liu Jo di Marco Marchi qualche rimpianto c’è: chiaro che Katarina Barun nel ruolo è una garanzia ed ha appena trascinato allo scudetto Novara, ma portare a Modena una ragazzina di 18 anni che dominerà la scena mondiale per i prossimi 10 sarebbe stato un vero capolavoro. “No problem”, il PalaPanini continuerà ad applaudire Egonu da avversaria, come nella stagione scorsa quando le riservò una standing ovation.

Fabio Rossi

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