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Modena, situazione sempre più pesante

Modena, situazione sempre più pesante

Società allo sbando e crollo in campo al debutto: mai il club canarino è stato così impopolare anche trai suoi stessi tifosi

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Non è solo la situazione a farsi sempre più pesante, ma anche il clima che si respira: il Modena è allo sbando e all’orizzonte non si vede una via di uscita. Le vicende societarie, di nuovo avvolte da una nube misteriosa dopo lo stop alla trattativa con Carmelo Salerno, hanno avuto inevitabili ripercussioni sul campo, con una squadra ridotta ai minimi termini umiliata nel debutto ufficiale della stagione dal Pontedera. La stragrande maggioranza dei tifosi è ai limiti dell’esasperazione: mai il club canarino è stato così impopolare anche tra chi lo ama, come dimostra il numero incontrollato di post sui social network indirizzati ai canali ufficiali della società.

A tutto questo ha portato la gestione di Antonio Caliendo e la sua ostinazione nel credere di poter uscire da un vicolo che, allo stato attuale delle cose, è cieco. Solo contro tutti, di questo passo il patron rischia di perdere anche l’unico alleato, quell’Ezio Capuano che prima di Pontedera continuava a fidarsi ciecamente della promessa che la squadra sarà rinforzata. Di questo sicuramente i due avranno parlato ieri, in una giornata vissuta dal mattino alla sera fianco a fianco, o meglio faccia a faccia. Il campo e il mercato, però, sono lo specchio dell’empasse societario, di una proprietà alla quale ormai nessuno più crede e che si è fatta terra bruciata intorno.

La vicenda dello stadio Braglia è grottesca: tra tre domeniche inizia il campionato e il Modena, dopo aver rimediato la revoca della concessione, non si è ancora degnato di provare a muovere passi concreti per sanare la propria posizione, anzi, in barba a tutto questo ha presentato una campagna abbonamenti. Ieri qualche fedelissimo si è presentato in filiale alla Bper per rinnovare la tessera, un atto di coraggio vista la situazione. Perché la querelle Comune-Caliendo non potrà esaurirsi in una bolla di sapone.

Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli lo ha ribadito ieri in risposta ai tanti commenti ricevuti dopo aver confermato che il Modena non potrà giocare al Braglia la gara di Coppa Italia con la Pistoiese, in programma domenica: «Lo stadio Braglia non è disponibile sino al 3 settembre. Per via degli annunciati lavori straordinari di manutenzione al manto erboso ed all’impianto di illuminazione, non si potranno giocare partite al Braglia sino a quella data. È un intervento che era stato annunciato alla società già dal mese di luglio. I lavori si devono alla volontà dell’Amministrazione comunale di tutelare e riqualificare un impianto sportivo che è innanzitutto un bene pubblico e che, come ampiamente dimostrato, non era rispettato dal gestore precedente».

Il Modena dovrà affittare un altro stadio, come accadde due estati fa quando la sfida di Tim Cup con il Tuttocuoio venne giocata al “Mazzola” di Santarcangelo di Romagna a causa dei lavori di rifacimento del manto erboso del Braglia. L’inversione di campo non è ammessa dal regolamento, perché nel girone a tre con gare secche nessuna squadra può giocare più di una partita in casa. Oggi verrà dunque ufficializzata la sede di gioco, che quasi sicuramente non sarà in provincia: a ieri, infatti, non risultava che alcun impianto a norma nei dintorni di Modena fosse stato richiesto dal club canarino. Questo, però, è il problema minore, perché il vero nodo resta legato al campionato: Caliendo o chi per lui concordi un canone d’affitto, paghi quanto dovuto e pure gli arretrati, altrimenti starà al Comune agire di conseguenza. Evitando che al danno si aggiunga la beffa: aver sistemato un campo con soldi pubblici solo per il Castelvetro e senza altre entrate, un’altra situazione che onestamente suona come un paradosso.

Marco Costanzini

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