Bertoni a testa altissima ai Mondiali di Londra
di Filippo Franchini
Atletica. Chiude 12ª la batteria dei 3000 siepi su una pista difficile per la pioggia «Una grande esperienza, ora devo continuare a meritare la maglia azzurra»
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LONDRA . Piove a dirotto sull'esordio mondiale di Francesca Bertoni nei 3000 siepi. Esordio bagnato, comunque fortunato: al di là del crono (10'01"36) e della 12^ posizione in batteria, di Londra 2017 va riportato a Pavullo, dove un intero paese ieri l'ha incitata davanti al maxi schermo del Caffè Speranza, l'atteggiamento combattivo dimostrato in pista e la convinzione di avere ancora tanto margine per tornare sul palcoscenico da protagonista.
«Un'esperienza bellissima, che mi ha dato una carica incredibile - il commento della ventitreenne pavullese della Fratellanza - ho lottato dall'inizio alla fine, sono contentissima di come ho affrontato la gara e lo scontro con le più forti del pianeta mi motiva ancora di più a lavorare: sono questi gli stimoli che servono per tornare subito in pista a guadagnarsi di nuovo questi palcoscenici, da protagonisti anche a livello agonistico».
Gara decisamente difficile ieri sera per le atlete in gara sui 3000 siepi: pioggia battente a Londra, riviera scivolosa e 14 gradi di temperatura, che hanno reso ancora più arduo esprimersi al meglio. Bertoni che scende in pista alle 20,40 ora italiana, nella terza delle tre batterie da 14 atlete previste da programma. L'azzurra scatta in prima corsia, senza timori reverenziali, nel gruppone dell'elite mondiale, guidato dalla ugandese Peruth Chemutai, che transita al primo mille in 3'13"50. L'allieva del professor Gigliotti lotta e mantiene il contatto con il gruppo fino a metà gara, quando progressivamente inizia a scivolare indietro, con le prime che cambiano ritmo. Ai 2000 è l'atleta del Bahrein Winfred Mutile Yavi che guida il gruppo fermando il cronometro ai 6'22"55, prima che escano allo scoperto le favorite, la keniota Chespol e la statunitense Coburn: chiuderanno in 9'27" bassi, seguite a ruota dall'ottima australiana Lacaze, che strappa l'ultimo pass diretto per la finale di venerdì, in 9'27"53. La pavullese, tricolore in carica di specialità negli ultimi due anni, porta a termine la sua personale battaglia in 12ª posizione, sopravanzando in 10'01"36 la spagnola Perez e la turca Guvenc. La sua è la 34^ prestazione, sulle tre batterie.
«Sapevo che sarebbe servito un crono davvero molto basso per entrare in finale, attorno ai 9'30", molto lontano dal mio personale - ammette Francesca, accreditata a Londra con il personal best di 9'43'80 siglato un mese fa a Lille in Coppa Europa - la finale adesso non era alla mia portata, ma prima o poi arriverò a correre su questi ritmi. Il tempo di oggi (ieri, ndr) non mi soddisfa appieno, tengo il buono dell'approccio alla gara, bisogna ripartire da qui». Resta la soddisfazione della partecipazione ad un Campionato del Mondo, esperienza che, dopo le maglie azzurre collezionate in Coppa Europa di cross a Chia ed in pista nei 3000 siepi a Lille, proietta Francesca nell'olimpo mondiale. «Per me è tutto nuovo - sorride la giovane siepista azzurra - non solo in pista, ma nell'atmosfera fantastica che circonda questi eventi. È elettrizzante vivere la quotidianità di un mondiale, fra atleti, macchina organizzativa ed un pubblico che si vede soltanto in televisione. Mi manca di certo l'esperienza, ma la sto costruendo e sono sicura che presto il lavoro pagherà. Per ora, mi godo al massimo questa esperienza, che rimarrà indimenticabile».
Esperienza che presto per Francesca si arricchirà di un altro prezioso tassello, le Universiadi di fine agosto. La Bertoni sarà infatti protagonista sui 3000 siepi con la rappresentativa azzurra nella ventinovesima edizione della kermesse, che si terrà dal 19 al 30 agosto a Taipei, Taiwan.
«Un'esperienza bellissima, che mi ha dato una carica incredibile - il commento della ventitreenne pavullese della Fratellanza - ho lottato dall'inizio alla fine, sono contentissima di come ho affrontato la gara e lo scontro con le più forti del pianeta mi motiva ancora di più a lavorare: sono questi gli stimoli che servono per tornare subito in pista a guadagnarsi di nuovo questi palcoscenici, da protagonisti anche a livello agonistico».
Gara decisamente difficile ieri sera per le atlete in gara sui 3000 siepi: pioggia battente a Londra, riviera scivolosa e 14 gradi di temperatura, che hanno reso ancora più arduo esprimersi al meglio. Bertoni che scende in pista alle 20,40 ora italiana, nella terza delle tre batterie da 14 atlete previste da programma. L'azzurra scatta in prima corsia, senza timori reverenziali, nel gruppone dell'elite mondiale, guidato dalla ugandese Peruth Chemutai, che transita al primo mille in 3'13"50. L'allieva del professor Gigliotti lotta e mantiene il contatto con il gruppo fino a metà gara, quando progressivamente inizia a scivolare indietro, con le prime che cambiano ritmo. Ai 2000 è l'atleta del Bahrein Winfred Mutile Yavi che guida il gruppo fermando il cronometro ai 6'22"55, prima che escano allo scoperto le favorite, la keniota Chespol e la statunitense Coburn: chiuderanno in 9'27" bassi, seguite a ruota dall'ottima australiana Lacaze, che strappa l'ultimo pass diretto per la finale di venerdì, in 9'27"53. La pavullese, tricolore in carica di specialità negli ultimi due anni, porta a termine la sua personale battaglia in 12ª posizione, sopravanzando in 10'01"36 la spagnola Perez e la turca Guvenc. La sua è la 34^ prestazione, sulle tre batterie.
«Sapevo che sarebbe servito un crono davvero molto basso per entrare in finale, attorno ai 9'30", molto lontano dal mio personale - ammette Francesca, accreditata a Londra con il personal best di 9'43'80 siglato un mese fa a Lille in Coppa Europa - la finale adesso non era alla mia portata, ma prima o poi arriverò a correre su questi ritmi. Il tempo di oggi (ieri, ndr) non mi soddisfa appieno, tengo il buono dell'approccio alla gara, bisogna ripartire da qui». Resta la soddisfazione della partecipazione ad un Campionato del Mondo, esperienza che, dopo le maglie azzurre collezionate in Coppa Europa di cross a Chia ed in pista nei 3000 siepi a Lille, proietta Francesca nell'olimpo mondiale. «Per me è tutto nuovo - sorride la giovane siepista azzurra - non solo in pista, ma nell'atmosfera fantastica che circonda questi eventi. È elettrizzante vivere la quotidianità di un mondiale, fra atleti, macchina organizzativa ed un pubblico che si vede soltanto in televisione. Mi manca di certo l'esperienza, ma la sto costruendo e sono sicura che presto il lavoro pagherà. Per ora, mi godo al massimo questa esperienza, che rimarrà indimenticabile».
Esperienza che presto per Francesca si arricchirà di un altro prezioso tassello, le Universiadi di fine agosto. La Bertoni sarà infatti protagonista sui 3000 siepi con la rappresentativa azzurra nella ventinovesima edizione della kermesse, che si terrà dal 19 al 30 agosto a Taipei, Taiwan.
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