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Pavan riparte da Fanano con l’U17 della Sampdoria

Pavan riparte da Fanano con l’U17 della Sampdoria

L’ex tecnico del Modena al Memorial Seghedoni coi doriani «Tornare a lavorare con i giovani è una sfida esaltante»

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FANANO. Chi si rivede, Simone Pavan. L'ex allenatore del Modena riparte dal nostro appennino, ma con i colori blucerchiati. Allena infatti gli Under 17 della Sampdoria e sta partecipando al Memorial Seghedoni. «E' la prima volta per me - l'anno scorso il tecnico era Claudio Bellucci ndr - ci stiamo trovando benissimo, francamente non credevo neanche fosse possibile, con tre squadre qui - le altre due a Fanano sono Roma e Verona, il Carpi alloggia a Montecreto ndr - che ci si potesse allenare così, non c'è mai un problema, c'è una grandissima organizzazione, i campi sono ottimi, nonostante non piova da mesi. E i ragazzi dell'albergo ci fanno sentire a casa».

Una carriera davanti, per Pavan e l'entusiasmo di lavorare coi ragazzi, il che non era scontato. «Mi trovo benissimo, quando ho fatto il colloquio con Osti e Pecile - i due diesse rispettivamente di prima squadra e settore giovanile - ho messo il mio entusiasmo al servizio di un progetto come questo, sono in una grande città con una grande squadra, e lavorare con questi ragazzi è una sfida esaltante, perché non significa soltanto aiutarli a crescere in campo ma anche fuori, mi devo muovere a 360 gradi, riuscire a entrare in contatto con loro, sapendo che il campo è importante ma non è tutto, che la loro è un'età delicata, che c'è chi ha problemi a casa, chi a scuola».

Dovrà affrontare anche l'eterno dilemma dei vivai, vincere per sè o percorrere il cammino della maturazione altrui. «A Osti e Pecini l'ho detto subito, ho la testa per sviluppare questo tipo di percorso. E dico pure che mi diverto tantissimo con i ragazzi, non c'è dubbio. Non devo fare bella figura io, ma devo cercare di portarli il più in alto possibile, adattandomi alle loro caratteristiche».

Un modello, un punto di riferimento in panchina dice di non averlo, ma aggiunge pure «di essere stato allenato dai migliori, penso a Lippi e a Prandelli, entrambi avuti all'Atalanta, a De Biasi e a Malesani al Modena, a Spalletti al Venezia e da tutti ho cercato di imparare». Il futuro insomma è adesso, Modena un ricordo: «Sono contento che si siano iscritti, spero possano tornare in alto prima possibile perché quella è una città che lo merita».(g.g.)



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