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«Juve, cancellare Cardiff con una grande stagione»

«Juve, cancellare Cardiff con una grande stagione»

Allegri verso la finale di Supercoppa di domenica a Roma contro la Lazio Il tecnico bianconero oggi compie 50 anni: «C’è ancora molto da dimostrare»

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TORINO. Due giorni alla Supercoppa e alla sfida contro la Lazio (domenica ore 20.45 allo stadio olimpico di Roma), da vincere per iniziare la stagione alzando un trofeo, ma la testa è ancora a Cardiff.

A quella finale persa, la seconda in tre anni, alla delusione per il risultato ma anche alla voglia di ricominciare. Perché c'è ancora «molto da dimostrare». E ancora «molto da insegnare». Massimiliano Allegri affida a The Players' Tribune, piattaforma media che ospita le testimonianze di atleti e allenatori, le riflessioni degli ultimi due mesi. E, soprattutto, la convinzione che la sua Juventus può «cancellare le ferite di Cardiff e avere una grande stagione». Vuole la Supercoppa, il tecnico bianconero, 50 anni proprio oggi. E mentre sul campo mette a punto gli schemi per sfidare la Lazio, getta lo sguardo più avanti, alla finale di Champions League che l’anno prossimo andrà in scena a Kiev. Perché, sottolinea, con lui al comando la Juventus cercherà «di tornare in finale». Un obiettivo ambizioso, che punta guardando agli errori dello scorso 3 giugno.

«Quando ho visto quella volee di Mario (Mandzukic, ndr) superare il portiere, ho pensato ‘wow, forse è la nostra occasione’ - ricorda -. Era una magnifica sequenza tecnica, un gol irripetibile. Mostra quel che serve per essere in finale di Champions League: non devi solo essere grande, ma speciale. Noi avevamo giocatori speciali, il Real Madrid molti». Ecco perché, al fischio finale Allegri è uscito dal campo «in pace con sé stesso». «Non eravamo la squadra migliore» sostiene. I dubbi sono arrivati la sera successiva. «A casa mi sono dovuto fare la domanda più dura: era la fine della strada, era il massimo a cui potevo portare questa squadra? Una parte di me voleva andare in sede e dare le dimissioni...».

Alla fine ha prevalso il ricordo di quando a quattordici anni, da studente svogliato, pensava di poter essere il preside. E quello di quando, da giocatore, voleva già allenare. Domenica sera, all'Olimpico, Allegri sarà al suo posto, sulla panchina della Juventus, pronto per una nuova stagione, con nuove opportunità.

«Guardo a Dybala e Buffon come ai simboli della Juventus - sottolinea -. Uno è un ragazzo al primo anno di scuola, l'altro sta prendendo il master. Uno con una carriera davanti, l'altro verso la fine ma col desiderio di lasciare al top». Novità ed esperienza, mescolati da Allegri, che ai numeri dei moduli preferisce l'istinto. Perché «quando non lo seguo, e dubito - conclude - faccio errori...».

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