Modena, 1-0 a fatica Caliendo contestato
Castelfranco battuto con gol di Momentè davanti a 350 tifosi
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Allo Zelocchi 350 persone in un giovedì di agosto è un dato già sufficiente per capire quanta voglia di Modena ci sia in città nonostante tutto stia andando a rotoli. Anche se è San Lorenzo, le stelle restano in cielo, perché in campo nei canarini di oggi è già tanto trovare un undici titolare e di stelle, da un po’ di tempo a questa parte, se ne vedono ben poche. Il Modena sfida il Castelfranco e a fatica la spunta, nonostante le due categorie di differenza. Ezio Capuano si sbraccia, provando a tenere insieme una squadra che giorno dopo giorno perde i pezzi più pregiati. Antonio Caliendo la osserva, a bordo campo, noncurante del fatto che molti di quei 350 tifosi presenti allo Zelocchi siano lì anche per lui, anche se dai cori ormai canonici lo si capisce bene.
Persano in, Capellini out Il Modena presenta nell’undici iniziale Mattia Persano, l’attaccante classe ’96 arrivato in prestito dal Lecce. Gioca soprattutto di sponda e dimostra di avere già nel dna qualche giocata cara a Capuano, anche se in fase conclusiva si vede poco. Ci sarà tempo per giudicarne le qualità. Sulla trequarti si piazza invece Popescu, visto che Nolè è finito nella lista degli “epurati”. La brutta notizia riguarda Capellini, che a cinque minuti dalla fine del primo tempo avverte dolore al ginocchio destro e di colpo si ferma: la sua uscita dal campo con una vistosa fasciatura fa preoccupare tutti i tifosi.
Momentè, palo e gol L’amichevole, tutt’altro che esaltante, regala un sussulto nel primo tempo solo grazie a uno svarione difensivo del Modena su un calcio piazzato: ne approfitterebbe il Castelfranco, ma il gol viene annullato per un fuorigioco assai dubbio. Nella ripresa i canarini si presentano con la doppia punta: Momentè affianca Persano e mette in mostra una condizione in crescita rispetto alle ultime uscite. È l’attaccante di Jesolo a firmare il gol vittoria dopo aver colpito anche un palo su punizione. Caliendo contestato Il campo racconta questo, ma c’è anche un’altra partita: quella che una tifoseria intera ormai gioca contro Antonio Caliendo. Il presidente canarino viene cercato dai tifosi a fine gara, ma la scorta della Digos impedisce il confronto. Concede un sorriso di sfida, giusto per ricevere un rincaro della dose di improperi nei suoi confronti. Mister Capuano, invece, non si sottrae alle domande: «Perché non mi dimetto? Perché sono un uomo d’onore e sto mettendo la mia faccia per il Modena».
Marco Costanzini
Persano in, Capellini out Il Modena presenta nell’undici iniziale Mattia Persano, l’attaccante classe ’96 arrivato in prestito dal Lecce. Gioca soprattutto di sponda e dimostra di avere già nel dna qualche giocata cara a Capuano, anche se in fase conclusiva si vede poco. Ci sarà tempo per giudicarne le qualità. Sulla trequarti si piazza invece Popescu, visto che Nolè è finito nella lista degli “epurati”. La brutta notizia riguarda Capellini, che a cinque minuti dalla fine del primo tempo avverte dolore al ginocchio destro e di colpo si ferma: la sua uscita dal campo con una vistosa fasciatura fa preoccupare tutti i tifosi.
Momentè, palo e gol L’amichevole, tutt’altro che esaltante, regala un sussulto nel primo tempo solo grazie a uno svarione difensivo del Modena su un calcio piazzato: ne approfitterebbe il Castelfranco, ma il gol viene annullato per un fuorigioco assai dubbio. Nella ripresa i canarini si presentano con la doppia punta: Momentè affianca Persano e mette in mostra una condizione in crescita rispetto alle ultime uscite. È l’attaccante di Jesolo a firmare il gol vittoria dopo aver colpito anche un palo su punizione. Caliendo contestato Il campo racconta questo, ma c’è anche un’altra partita: quella che una tifoseria intera ormai gioca contro Antonio Caliendo. Il presidente canarino viene cercato dai tifosi a fine gara, ma la scorta della Digos impedisce il confronto. Concede un sorriso di sfida, giusto per ricevere un rincaro della dose di improperi nei suoi confronti. Mister Capuano, invece, non si sottrae alle domande: «Perché non mi dimetto? Perché sono un uomo d’onore e sto mettendo la mia faccia per il Modena».
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