Carpi, grande impresa: si qualifica dal dischetto
Salernitana avanti 2-0 al Cabassi dopo 45’ e 3-2 nel primo tempo supplementare I biancorossi reagiscono agguantano i rivali e li eliminano dagli undici metri
3 MINUTI DI LETTURA
Grande impresa del Carpi, che si guadagna ai rigori il diritto a giocare il IV turno di Tim Cup contro il Torino con una prestazione tutto cuore, dopo averla rimessa in carreggiata per ben due volte, recuperando sia il doppio svantaggio maturato nel primo tempo, che il gol di Bocalon nei supplementari.
LE SCELTE INIZIALI
Nell’antipasto stagionale griffato Tim Cup, mister Calabro si presenta con una portata succulenta: il nuovo arrivato Nzola. Una vera e propria anteprima, visto che prima di rivederlo ancora in campo occorrerà attendere che sconti sette giornate di squalifica in campionato. Si posiziona a fianco di Mbakogu, preferito a Malcore. E’ l’unica sorpresa nell’undici, altrimenti quasi obbligato. Nella Salernitana ci sono Vito e Minala, mentre Della Rocca si piazza in cabina di regia. In campo anche gli ex Ricci e Bocalon.
LA PARTITA
La salita si fa subito ripida per Poli e compagni, colpiti a freddo già dopo due giri di lancetta con la zampata di Minala sul corner di Rosina. Il gol appesantisce le gambe dei padroni di casa che soffrono la Salernitana senza riuscire ad opporre resistenza a centrocampo. Gli unici affondi arrivano da sinistra, quando Saric riesce a infilarsi tra gli spazi prendendo alle spalle Pucino, poco sostenuto nella fase difensiva da Rosina e Minala. La sveglia la suona Nzola al 18’ con uno scatto che lascia sui blocchi l’intera difesa granata tranne Vitale, che recupera miracolosamente in diagonale. Da qui in avanti è il Carpi a prendere possesso del gioco ma lo sbocco offensivo non si trova, anche perché MBakogu sbaglia tutto quel che può: spara alto, indisturbato, da una manciata di metri, poi fiacco sul portiere e infine spedisce a lato in tuffo di testa. Troppi errori, anche perché appena la Salernitana mette fuori il muso dall’area, per il Carpi son dolori. Colombi ci mette una pezza d’istinto sulla punizione di Tuia, ma nulla può quando al 32’ Vito si presenta puntuale sul secondo palo a intercettare il cross di Rosina. Cambia nell’intervallo mister Calabro: dentro Concas nel 4-4-2, con Pachonik e Vitturini nel ruolo di terzini. Diventa 4-3-3 quando in campo entra Malcore. I cambi non portano giovamento alla manovra. Le accelerazioni di Mbakogu e Nzola rimangono l’unica benzina che accende il motore, altrimenti troppo prevedibile. La Salernitana, ormai passata alla difesa a quattro, contiene senza soffrire fino a quando non cala la condizione atletica. Col passare dei minuti, infatti, il Carpi cresce e nel giro di sette minuti riagguanta il pareggio: accorcia con Malcore su un rigore generoso e poi completa l’opera con l’inzuccata di testa firmata Concas. Al 43’ il palo di Rosina traghetta tutti ai supplementari che si aprono come i tempi regolamentari, cioè col gol della Salernitana, questa volta a firma Bocalon che ruba palla a Pasciuti e infila Colombi dalla distanza. Rimette tutto in pari Nzola, freddo davanti ad Adamonis. Ai rigori la spunta il Carpi (4-3 e 7-6 finale).
Fabio Garagnani
LE SCELTE INIZIALI
Nell’antipasto stagionale griffato Tim Cup, mister Calabro si presenta con una portata succulenta: il nuovo arrivato Nzola. Una vera e propria anteprima, visto che prima di rivederlo ancora in campo occorrerà attendere che sconti sette giornate di squalifica in campionato. Si posiziona a fianco di Mbakogu, preferito a Malcore. E’ l’unica sorpresa nell’undici, altrimenti quasi obbligato. Nella Salernitana ci sono Vito e Minala, mentre Della Rocca si piazza in cabina di regia. In campo anche gli ex Ricci e Bocalon.
LA PARTITA
La salita si fa subito ripida per Poli e compagni, colpiti a freddo già dopo due giri di lancetta con la zampata di Minala sul corner di Rosina. Il gol appesantisce le gambe dei padroni di casa che soffrono la Salernitana senza riuscire ad opporre resistenza a centrocampo. Gli unici affondi arrivano da sinistra, quando Saric riesce a infilarsi tra gli spazi prendendo alle spalle Pucino, poco sostenuto nella fase difensiva da Rosina e Minala. La sveglia la suona Nzola al 18’ con uno scatto che lascia sui blocchi l’intera difesa granata tranne Vitale, che recupera miracolosamente in diagonale. Da qui in avanti è il Carpi a prendere possesso del gioco ma lo sbocco offensivo non si trova, anche perché MBakogu sbaglia tutto quel che può: spara alto, indisturbato, da una manciata di metri, poi fiacco sul portiere e infine spedisce a lato in tuffo di testa. Troppi errori, anche perché appena la Salernitana mette fuori il muso dall’area, per il Carpi son dolori. Colombi ci mette una pezza d’istinto sulla punizione di Tuia, ma nulla può quando al 32’ Vito si presenta puntuale sul secondo palo a intercettare il cross di Rosina. Cambia nell’intervallo mister Calabro: dentro Concas nel 4-4-2, con Pachonik e Vitturini nel ruolo di terzini. Diventa 4-3-3 quando in campo entra Malcore. I cambi non portano giovamento alla manovra. Le accelerazioni di Mbakogu e Nzola rimangono l’unica benzina che accende il motore, altrimenti troppo prevedibile. La Salernitana, ormai passata alla difesa a quattro, contiene senza soffrire fino a quando non cala la condizione atletica. Col passare dei minuti, infatti, il Carpi cresce e nel giro di sette minuti riagguanta il pareggio: accorcia con Malcore su un rigore generoso e poi completa l’opera con l’inzuccata di testa firmata Concas. Al 43’ il palo di Rosina traghetta tutti ai supplementari che si aprono come i tempi regolamentari, cioè col gol della Salernitana, questa volta a firma Bocalon che ruba palla a Pasciuti e infila Colombi dalla distanza. Rimette tutto in pari Nzola, freddo davanti ad Adamonis. Ai rigori la spunta il Carpi (4-3 e 7-6 finale).
Fabio Garagnani
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