Daniele Cavazza l’uomo ironman
di Filippo Franchini
L’atleta mirandolese protagonista a Klagenfurt «Esperienza fantastica, un’emozione incredibile»
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KLAGENFURT (AUSTRIA). Lo avevamo lasciato a novembre, sul traguardo di Central Park a New York in 2 h 55’12”, quando era stato il primo atleta modenese alla New York City Marathon, unico dei nostri sotto le tre ore. Abbiamo ritrovato Daniele Cavazza diversi mesi dopo, con una nuova impresa da incorniciare. Un’impresa da “uomo d’acciaio”, quella che lo ha visto completare a Klagenfurt il suo primo Triathlon su distanza Ironman: 3,8 km di nuoto, 180 km di bici e e 42.195 km di corsa.
«Una soddisfazione incredibile, difficile da descrivere - l’adrenalina dell’atleta mirandolese classe 1978 - tutto è andato come avevo programmato, sono riuscito ad esprimermi sui ritmi per i quali mi ero preparato nei lunghi mesi di allenamento: non avrei potuto chiedere niente di meglio da questo esordio nella triplice».
La location prescelta è l’Ironman Austria di Klagenfurt, uno degli eventi più partecipati ed apprezzati d’Europa.
«Cercavo una gara raggiungibile in auto con la bici al seguito, per evitare possibili disguidi, come quelli occorsi a diversi partecipanti, che si sono ritrovati con i cerchi rovinati o addirittura bici perse nello scalo aereo. Il sabato prima della gara la giornata è dedicata alle operazioni di registrazione, al race briefing e alla sistemazione della bici in zona cambio: in tutti gli atleti si intravede la tensione nel preparare meticolosamente il materiale per la gara del giorno dopo».
Domenica è il gran giorno, la partenza è fissata alle 6.40 per i professionisti e alle 6.50 per gli amatori.
«Un’ora prima del via è stata data la comunicazione della possibilità di usare la muta, in dubbio fino all’ultimo per la temperatura dell’acqua del lago Whortersee, che è abbastanza alta: per regolamento sopra i 24 °C la muta è vietata. La partenza del nuoto è in gruppi di 8 atleti a 5” secondi uno dall’altro, per evitare la classica “tonnara”, l’assembramento iniziale in acqua: girando largo dalle boe che indicano il percorso sono riuscito a nuotare al mio ritmo, senza affanno».
Frazione di nuoto completata in 1h12’01”, prologo al lungo giro in bici da ripetere 2 volte, per 180 km complessivi.
«Il percorso è paesaggisticamente molto piacevole, con una parte iniziale pianeggiante lungolago che consente di far girare bene le gambe. Nell’entroterra collinare ci sono diversi strappi anche al 10%, ma comunque corti, circa un chilometro, seguiti da lunghe discese che consentono di recuperare sulla media oraria. L’assistenza nei rifornimenti, unita al tifo nella salite più dure mi hanno consentito di completare la frazione di bici al di sopra della media oraria dei 30 km, che mi ero proposto».
Crono notevole, da 5h53’48” ed anche i 180 chilometri da pedalare sono alle spalle. Resta “solo” una maratona da correre.
«Era la mia frazione preferita - sorride il portacolori della mirandolese Pico Runners - L’euforia mi ha fatto partire ad un ritmo di 4’30” al km, le gambe giravano bene. Il tifo nella frazione di corsa è ancora più caloroso e il passaggio nel centro di Klagenfurt pittoresco. Mia moglie Silvia mi ha raggiunto in bici nei diversi punti di passaggio ed il suo incitamento mi ha spronato ancora di più. Il passaggio alla mezza restituiva una proiezione sotto le 3h 30’ e fino al km 30 ho mantenuto il ritmo, poi però ho accusato la stanchezza ed il passo è iniziato a calare, anche se non ho mai smesso di correre fino al traguardo. Gli ultimi 100 metri della finish line sono uno spettacolo unico, che mi ha riempito di emozione e gioia indescrivibili». Maratona in archivio dopo 3h37’02” di gara, che, sommati ai tempi di transizione, restituiscono un crono aggregato dell’Ironman di gran lusso, da 10h52’50”. Sotto con la prossima impresa.
«Una soddisfazione incredibile, difficile da descrivere - l’adrenalina dell’atleta mirandolese classe 1978 - tutto è andato come avevo programmato, sono riuscito ad esprimermi sui ritmi per i quali mi ero preparato nei lunghi mesi di allenamento: non avrei potuto chiedere niente di meglio da questo esordio nella triplice».
La location prescelta è l’Ironman Austria di Klagenfurt, uno degli eventi più partecipati ed apprezzati d’Europa.
«Cercavo una gara raggiungibile in auto con la bici al seguito, per evitare possibili disguidi, come quelli occorsi a diversi partecipanti, che si sono ritrovati con i cerchi rovinati o addirittura bici perse nello scalo aereo. Il sabato prima della gara la giornata è dedicata alle operazioni di registrazione, al race briefing e alla sistemazione della bici in zona cambio: in tutti gli atleti si intravede la tensione nel preparare meticolosamente il materiale per la gara del giorno dopo».
Domenica è il gran giorno, la partenza è fissata alle 6.40 per i professionisti e alle 6.50 per gli amatori.
«Un’ora prima del via è stata data la comunicazione della possibilità di usare la muta, in dubbio fino all’ultimo per la temperatura dell’acqua del lago Whortersee, che è abbastanza alta: per regolamento sopra i 24 °C la muta è vietata. La partenza del nuoto è in gruppi di 8 atleti a 5” secondi uno dall’altro, per evitare la classica “tonnara”, l’assembramento iniziale in acqua: girando largo dalle boe che indicano il percorso sono riuscito a nuotare al mio ritmo, senza affanno».
Frazione di nuoto completata in 1h12’01”, prologo al lungo giro in bici da ripetere 2 volte, per 180 km complessivi.
«Il percorso è paesaggisticamente molto piacevole, con una parte iniziale pianeggiante lungolago che consente di far girare bene le gambe. Nell’entroterra collinare ci sono diversi strappi anche al 10%, ma comunque corti, circa un chilometro, seguiti da lunghe discese che consentono di recuperare sulla media oraria. L’assistenza nei rifornimenti, unita al tifo nella salite più dure mi hanno consentito di completare la frazione di bici al di sopra della media oraria dei 30 km, che mi ero proposto».
Crono notevole, da 5h53’48” ed anche i 180 chilometri da pedalare sono alle spalle. Resta “solo” una maratona da correre.
«Era la mia frazione preferita - sorride il portacolori della mirandolese Pico Runners - L’euforia mi ha fatto partire ad un ritmo di 4’30” al km, le gambe giravano bene. Il tifo nella frazione di corsa è ancora più caloroso e il passaggio nel centro di Klagenfurt pittoresco. Mia moglie Silvia mi ha raggiunto in bici nei diversi punti di passaggio ed il suo incitamento mi ha spronato ancora di più. Il passaggio alla mezza restituiva una proiezione sotto le 3h 30’ e fino al km 30 ho mantenuto il ritmo, poi però ho accusato la stanchezza ed il passo è iniziato a calare, anche se non ho mai smesso di correre fino al traguardo. Gli ultimi 100 metri della finish line sono uno spettacolo unico, che mi ha riempito di emozione e gioia indescrivibili». Maratona in archivio dopo 3h37’02” di gara, che, sommati ai tempi di transizione, restituiscono un crono aggregato dell’Ironman di gran lusso, da 10h52’50”. Sotto con la prossima impresa.
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