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Rado, Bruno, Earvin e... Antoine

Rado, Bruno, Earvin e... Antoine

Il tecnico più vincente, una coppia da film e il re degli speaker, cioè il massimo al PalaPanini

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Solo “numeri 1” per tornare la “numero 1! Dopo una stagione importante, ma in cui è arrivata la Supercoppa Italiana (poco per chi ha investito e investe tanto nel mondo della pallavolo) non c’era il minimo dubbio che Catia Pedrini avrebbe rilanciato la sfida realizzando quello che raccontano fosse il suo desiderio, cioè costruire il Dream Team del volley.

Per sentirsi come il Team Usa Basket a Barcellona 1992 grazie a Jordan, Pippen, Malone, Stockton, Magic Johnson, Larry Bird e via dicendo, cioè come il Dream Team originale, alla presidentessa è mancato solo l’ingaggio di Ivan Zaytsev, ma alla fine forse è stato meglio così, perché fosse arrivato anche lo Zar si sarebbe rischiata la “manifesta superiorità”.

OBIETTIVO CENTRATO

Chiedete a qualsiasi tifoso, a vostra scelta per carità, qual era il suo sogno: vi risponderà “rivedere Bruninho nella città, nella squadra e al posto che gli compete”, cioè a Modena. Tutti accontentati, quindi: lui,l’”immenso” della pallavolo, c’è. Ed è quello che era mancato nella stagione scorsa. Dite poco?

IL NUMERO 1, ANZI IL 9

Rimediato nel miglior modo possibile ad una separazione pagata a caro prezzo un anno fa, cioè la partenza di Bruno, chiedete allo stesso tifoso chi era il giocatore da considerare imprescindibile per il futuro, il fenomeno senza il quale anche Bruninho magari non sarebbe stato così certo di poter vincere, anzi rivincere (visto che insieme lo hanno già fatto) tutto? Non è stato certo facile blindare Earvin Ngapeth, ma anche lui, signori, c’è. E con il francese e il suo “fratello” brasiliano siamo in una botte di ferro.

IL NUMERO 1 IN PANCHINA

Se qualcuno è scettico chieda alla presidentessa, perché mai nessuna come lei ha prima creduto e poi fortemente voluto mettere insieme, riuscendoci, i suoi numeri 1 del passato e del presente con il numero 1 dei tecnici. E allora, eccovi Radostin Stoytchev.

Tranquilli, se è venuto a Modena, lui che non aveva certo bisogno di dimostrare nulla a nessuno, significa che la sfida lo intriga. Magari si starà chiedendo come lo accoglieranno i tifosi, lui il più fischiato e sportivamente odiato nemico della Trento che dettava legge in Italia ed in Europa. Magari si sarà anche chiesto se era proprio il caso di accettare una “mission” come questa, dovendo farsi amare e non fischiare dalla gente, conquistando chi aveva pensato al pollice verso nei suoi confronti, ma, ragazzi, non scherziamo: Rado ha fascino, carisma, e i piedi in testa non se li farà mettere da nessuno. E anche Stoytchev c’è.

IL SIGNORE DEL PALAZZO

A trasformarlo in eroe agli occhi dei tifosi ci penserà lui, il numero 1 tra i numeri 1, il numero 1 che ha visto 30 anni di numeri 1 trasformandoli in “eroi per sempre”.

Chi ha detto che si debba scendere in campo per fare la differenza: Antoine la fa da sempre rendendo il PalaPanini qualcosa di unico, di assolutamente “nostro” dove chi gioca in casa, cioè Modena anche grazie a lui ha spesso quasi vinto in partenza e chi sta dall’altra parte della rete, invece ha quasi perso ancor prima di giocare.

E visto che stavolta sarà uno dei “nostri”, chiedete a Stoytchev se si ricorda ancora quella leggendaria invasione di campo dello speaker che tutto il mondo ci invidia nella gara 4 della semifinale 2010/2011 ...

Bruno, Earvin, Rado e Antoine, quattro numeri 1 insieme per una squadra che vuole essere la numero 1: e con loro ha tutte le carte in regola per riuscirci.

Fabio Rossi

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