La grande fuga dei tifosi: Braglia sempre più deserto
di Claudio Romiti
In un anno persa quasi la metà degli spettatori, così male neanche negli Anni 80 Oltre 40mila paganti in meno in ì 12 mesi. Cancellata l’eredità della Longobarda
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Il Modena gioca in casa, ma il Braglia è deserto, anche in campo nessun giocatore, mentre un gruppo di tifosi, con tanto di bandiere, fumogeni e striscioni, occupa la tribuna del Novi Sad. Uno scenario che fino a poco tempo fa sarebbe stato pura… fantascienza. Domenica scorsa invece, in occasione della seconda partita di Coppa Italia, è diventato realtà, anche se una realtà quasi surreale. E’ vero che, come due anni orsono per la partita con il Tuttocuoio giocata a Santarcangelo di Romagna, lo stadio era inagibile per i lavori di risistemazione generale, ma ora la situazione è molto diversa e, visto che la fantascienza a volta anticipa la realtà, non vorremmo che diventasse proprio questo il futuro prossimo della storia gialloblù. Anche per la molto problematica situazione dei rapporti tra il club e il Comune. In attesa (preoccupata assai…) di conoscere questo futuro prossimo, dobbiamo registrare un dato di fatto: in un anno la gestione Caliendo ha quasi dimezzato il pubblico del Braglia. Non è che in qualche settimana lo azzererà del tutto e che la fotografia del nostro stadio sarà sempre quella in testa a questa pagina? Nella stagione del ritorno in Serie C lo stadio del Modena ha infatti perso quasi la metà del suo popolo rispetto all’annata precedente. I numeri: complessivamente gli spettatori paganti sono stati 26.597, gli abbonati definitivi 1.406, che, moltiplicati per 19 partite casalinghe, fanno 26.714 presenze, per un totale di 53.311 paganti. Nel precedente campionato di Serie B il totale delle presenze era arrivato a quota 101.817, con prevalenza degli abbonati (2.733, totale 58.237) sui biglietti venduti (43.580). Precisazione doverosa: dato che in Lega Pro (20 squadre) ci sono state due gare interne in meno rispetto alle scorse annate di Serie B (22 squadre), per essere precisi bisogna aggiungere ai dati di cui sopra due diciannovesimi, sia per i paganti che per gli abbonati. I cui dati lieviterebbero, rispettivamente, a 29.396 e 29.526, per un totale di 58.922 spettatori. Anche riveduti per correttezza, i dati denunciano comunque un calo di oltre il quaranta per cento. Analoga proporzione logicamente si trova tra la media di presenze nella singola partita: 2.805 quest’anno, 4.848 nell’ultimo torneo di B. Che non era stato neanche esaltante, tutt’altro, visto che si era chiuso con la retrocessione.
Se infatti facciamo il paragone con le precedenti stagioni cadette, l’esodo appare più rilevante: non solo rispetto al 2013/’14, quello dei play off (109 mila presenze, media gara 5.208), ma anche nel confronto con il 2012/’13, ottavo posto finale (media gara 4.947), e persino con il 2014/‘15 terminato con il play out e una retrocessione evitata solo per un pelo. (media 5.647). Proviamo ad allargare il confronto con stagioni più lontane della storia del Modena, escludendo quelle degli Anni Duemila che hanno goduto del credito straordinario conquistato dalla Longobarda, una vera e propria eredità, che però negli ultimi dodici mesi è stata in parte dilapidata e che continuando così non sarà facile recuperare. Stando ai numeri sembra quasi di essere tornati nella seconda metà degli Anni Novanta, prima dell’inizio dell’Era Montagnani. Nemmeno nella difficile prima metà degli Anni Ottanta, parliamo sempre di Serie C, c’era stato un esodo simile: si andò infatti dalla media di 4.333 a gara del1984/’85, ai 7.120 della stagione precedente, annate senza squilli, agli 8.189 del 1985/’86 concluso con la promozione in B. Insomma, parafrasando una celebre canzone di Aznavour su Venezia, come è triste il Braglia soltanto un anno dopo…
Se infatti facciamo il paragone con le precedenti stagioni cadette, l’esodo appare più rilevante: non solo rispetto al 2013/’14, quello dei play off (109 mila presenze, media gara 5.208), ma anche nel confronto con il 2012/’13, ottavo posto finale (media gara 4.947), e persino con il 2014/‘15 terminato con il play out e una retrocessione evitata solo per un pelo. (media 5.647). Proviamo ad allargare il confronto con stagioni più lontane della storia del Modena, escludendo quelle degli Anni Duemila che hanno goduto del credito straordinario conquistato dalla Longobarda, una vera e propria eredità, che però negli ultimi dodici mesi è stata in parte dilapidata e che continuando così non sarà facile recuperare. Stando ai numeri sembra quasi di essere tornati nella seconda metà degli Anni Novanta, prima dell’inizio dell’Era Montagnani. Nemmeno nella difficile prima metà degli Anni Ottanta, parliamo sempre di Serie C, c’era stato un esodo simile: si andò infatti dalla media di 4.333 a gara del1984/’85, ai 7.120 della stagione precedente, annate senza squilli, agli 8.189 del 1985/’86 concluso con la promozione in B. Insomma, parafrasando una celebre canzone di Aznavour su Venezia, come è triste il Braglia soltanto un anno dopo…
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