Bucchi: «Pronti a un grande debutto»
di Paolo Seghedoni
Il tecnico sereno: «Vedo idee chiare, voglia ed entusiasmo. Il Genoa è forte, ma quel che conta sarà il nostro approccio»
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SASSUOLO. «Sono sicuro che faremo un’ottima partita. Vedo idee chiare, voglia ed entusiasmo». Cristian Bucchi conclude così la sua prima conferenza stampa pre partita di campionato come tecnico del Sassuolo. E’ sereno, quasi allegro il tecnico romano, e si vede che ha grande voglia lui stesso di cominciare questa avventura. «Dobbiamo presentarci bene e far capire a noi stessi cosa vogliamo da questo campionato. Dopo un ciclo di cinque anni meraviglioso con Di Francesco questo è un vero e proprio esordio: speriamo di iniziare un ciclo nuovo ricco di soddisfazioni per tutti, per i ragazzi, per la società che cresce ogni anno, per lo staff tecnico che ha voglia di migliorare. Dobbiamo continuare a lavorare molto per consolidare le grandissime qualità di questa squadra, e al tempo stesso migliorare rispetto ai punti in cui questa squadra ha margini. Penso ai gol subiti in rimonta, alla gestione della palla in determinati momenti della partita, alla maturità in campo. A volte si può pagare l’inesperienza dei giovani, ma lavoriamo per fare sempre meglio».
Di questi tempi un cenno al mercato arriva sempre, Bucchi non si scompone: «Fortunatamente i miei pensieri sono tutti per la gara con il Genoa, il mercato è lontanissimo. Godiamoci chi c'è, l’obiettivo mio della società e credo anche dei ragazzi è di mantenere questo organico. Ci aspetta una stagione lunga e difficile, dove ci sarà bisogno di tutti. Voglio che tutti si sentano titolari e che, anche con un pizzico di presunzione, cerchino la maglia di partita in partita».
Anche sugli obiettivi il tecnico non si sbottona più di tanto: «L’obiettivo è avere continuità, di prestazioni, di impegno, di risultati, e questo arriva solo attraverso il lavoro quotidiano. Di certo tante cose vanno limate e codificate, migliorate col tempo: sono entrato in punta di piedi anche sotto il profilo tecnico e tattico, perché la squadra aveva già un ottimo equilibrio, piano piano si vedrà qualcosa di mio. Ad esempio mi piace che i ragazzi possano lavorare a centrocampo non solo per catene ma con maggiore libertà, con la responsabilità di fare delle scelte, mantenendo il necessario equilibrio; la scelta di uno determina quella dell'altro».
Bucchi parla anche del suo sentirsi ‘debuttante’ in serie A, nonostante le panchine dell’anno di Pescara: «Mi sento sempre un debuttante perché per me è sempre una grande emozione, ogni gara è un debutto e me lo godo. Ci ho sempre creduto a questa occasione, l’ho inseguita a lungo e ora sono contento».
Una battuta sul Genoa: «Nella prima di campionato può sempre esserci una sorpresa. Dobbiamo rispettare molto il Genoa che ha mantenuto l'idea dello scorso anno, ma dipende soprattutto dal Sassuolo”) e una sul campionato che Bucchi attende “equilibratissimo, dobbiamo giocare da Sassuolo per mettere in difficoltà tutti». Infine un accenno tattico: «Il calcio moderno richiede che la fase di gioco sia unica, quando ci si difende si difende tutti e viceversa in attacco. Ho già provato anche il 4-2-3-1, un po’ perché davanti siamo tanti e un po’ per la libertà di cui parlavo. Ma non disdegno altri sistemi, la difesa a tre, i due trequartisti, le quattro punte… dobbiamo poter cambiare sistema di gioco anche senza cambiare giocatori. Non dovremo mai essere prevedibili».
Di questi tempi un cenno al mercato arriva sempre, Bucchi non si scompone: «Fortunatamente i miei pensieri sono tutti per la gara con il Genoa, il mercato è lontanissimo. Godiamoci chi c'è, l’obiettivo mio della società e credo anche dei ragazzi è di mantenere questo organico. Ci aspetta una stagione lunga e difficile, dove ci sarà bisogno di tutti. Voglio che tutti si sentano titolari e che, anche con un pizzico di presunzione, cerchino la maglia di partita in partita».
Anche sugli obiettivi il tecnico non si sbottona più di tanto: «L’obiettivo è avere continuità, di prestazioni, di impegno, di risultati, e questo arriva solo attraverso il lavoro quotidiano. Di certo tante cose vanno limate e codificate, migliorate col tempo: sono entrato in punta di piedi anche sotto il profilo tecnico e tattico, perché la squadra aveva già un ottimo equilibrio, piano piano si vedrà qualcosa di mio. Ad esempio mi piace che i ragazzi possano lavorare a centrocampo non solo per catene ma con maggiore libertà, con la responsabilità di fare delle scelte, mantenendo il necessario equilibrio; la scelta di uno determina quella dell'altro».
Bucchi parla anche del suo sentirsi ‘debuttante’ in serie A, nonostante le panchine dell’anno di Pescara: «Mi sento sempre un debuttante perché per me è sempre una grande emozione, ogni gara è un debutto e me lo godo. Ci ho sempre creduto a questa occasione, l’ho inseguita a lungo e ora sono contento».
Una battuta sul Genoa: «Nella prima di campionato può sempre esserci una sorpresa. Dobbiamo rispettare molto il Genoa che ha mantenuto l'idea dello scorso anno, ma dipende soprattutto dal Sassuolo”) e una sul campionato che Bucchi attende “equilibratissimo, dobbiamo giocare da Sassuolo per mettere in difficoltà tutti». Infine un accenno tattico: «Il calcio moderno richiede che la fase di gioco sia unica, quando ci si difende si difende tutti e viceversa in attacco. Ho già provato anche il 4-2-3-1, un po’ perché davanti siamo tanti e un po’ per la libertà di cui parlavo. Ma non disdegno altri sistemi, la difesa a tre, i due trequartisti, le quattro punte… dobbiamo poter cambiare sistema di gioco anche senza cambiare giocatori. Non dovremo mai essere prevedibili».
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