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Giulio Pinali: «Voglio crescere e imparare da tanti campioni»

di Francesco Cottafava
Giulio Pinali: «Voglio crescere e imparare da tanti campioni»

Volley Azimut. «Ho iniziato come opposto, a Modena coach Tomasini mi ha trasformato in schiacciatore» 

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Giulio Pinali ha imboccato il primo bivio della sua giovanissima carriera. Lo schiacciatore bolognese classe ‘97, dopo aver impressionato gli addetti ai lavori con la maglia delle nazionali juniores, è pronto a mettersi in gioco con la prima squadra di Modena. Un’opportunità unica per la sua crescita, un’opportunità che non vuole lasciarsi sfuggire.

Pinali, passi dalla serie B a Radostin Stoytchev.

«E’ un passaggio molto alto. Per me è un grande onore fare parte di questa squadra, ci metterò il massimo impegno quotidianamente».

Sei uno dei tantissimi giovani di questa Azimut.

«Mi sto trovando benissimo con questo gruppo. Sono circondato da giocatori che hanno la mia età, sicuramente è una cosa diversa rispetto ad una rosa con un tasso di età più elevato. Il livello comunque è molto alto».

Come ti rapporti con i compagni più esperti?

«Io, fin da piccolo, ho sempre giocato con i più grandi. Sono abituato ad impegnarmi al massimo per cercare di stare al passo con il resto della squadra, atleti più grandi e più esperti di me».

Personalmente cosa ti aspetti da questa stagione?

«Voglio crescere un sacco, sia tecnicamente che mentalmente. Voglio crescere sia in campo che all’interno del gruppo. Per il resto mi aspetto di imparare tanto dai grandi campioni che mi circondano e ritagliarmi il mio spazio».

A Modena farai lo schiacciatore, mentre in passato, specialmente in nazionale, hai giocato anche da opposto. Qual è il tuo ruolo?

«Io ho iniziato la carriera da opposto per le mie doti in attacco, che continuavamo a migliorare. Poi sono venuto qua a Modena dove mi hanno detto che potevo diventare un ottimo schiacciatore, imparando a ricevere. Coach Andrea Tomasini mi ha “rotto le scatole” spesso sulla ricezione, ed io mi sono impegnato molto per crescere in questo fondamentale. Adesso voglio continuare a fare lo schiacciatore».

Il tuo compagno di reparto Ngapeth è un ottimo modello al quale ispirarsi..

«Sicuramente. Earvin è il miglior giocatore dal quale posso prendere spunto».

Quanto ti stimola questa nuova avventura?

«Ci sono tante difficoltà, perché il ritmo dell’allenamento è elevatissimo e devi stare sempre concentrato. Però c’è la possibilità di imparare tanto e crescere rapidamente».

Vedrai il Pala Panini da un’altra prospettiva.

«L’anno scorso giocavo in un palazzetto quasi sempre vuoto, mentre tra poche settimane sarà sempre pieno. Non vedo l’ora di provare questa emozione».

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