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Bucchi: «Poco lucidi ma l’atteggiamento è quello che voglio»

di Giacomo Gullo
Bucchi: «Poco lucidi ma l’atteggiamento è quello che voglio»

«C’è da migliorare su tanti aspetti a partire dalla gestione della palla. Però la squadra ha giocato con lo spirito giusto» 

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REGGIO. «Non sono sorpreso: sapevamo che contro questo Genoa avremmo avuto delle difficoltà». Christian Bucchi non fa drammi per il pari striminzito dell’esordio e, in mezzo a qualche problema, trova anche le ragioni per sorridere: «Sappiamo – spiega il tecnico dalla sala stampa del Mapei Stadium - che dobbiamo lavorare e migliorare sotto tanti punti di vista. Sarei preoccupato del contrario. Ci sono però diversi aspetti positivi. In primo luogo, non aver subito gol: e poi la squadra ha provato a fare quello che ho chiesto. Anche in fase di non possesso abbiamo tenuto bene il campo contro un Genoa rodato, che ha lo stesso allenatore dell’anno scorso mentre noi siamo all’inizio di un percorso».

Proprio gli avversari, secondo Bucchi, sono una delle cause della prestazione non esaltante del Sassuolo: «Abbiamo avuto un ottimo avvio poi però ci siamo ostinati a giocare in un modo che ha favorito il Genoa, che preferisce puntare sulle ripartenze e sulla fisicità. Abbiamo avuto poca lucidità nella gestione del pallone in alcune fasi e questo ha favorito un avversario tosto come il Genoa. Ma anche noi nella ripresa abbiamo avuto le nostre occasioni: il tiro di Duncan, quello di Berardi, la girata di Matri».

La condizione atletica, secondo Bucchi, non ha influito sul debutto non proprio spettacolare del Sassuolo: «Sapevamo di non arrivare brillantissimi a questo appuntamento, in questo periodo alcuni giocatori con una struttura più importante possono avere qualche difficoltà ma questo non ha influito sulla gara. Poco gioco offensivo sugli esterni? Non credo sia una questione di gamba. Ci sono delle giocate che dobbiamo cercare di più, i nostri esterni d’attacco hanno le caratteristiche per fare male agli avversari mentre contro il Genoa abbiamo sbagliato qualche scelta. Berardi? Ha corso tanto, magari non è stato precisissimo ma m’è piaciuto l’atteggiamento, suo e della squadra. Berardi in questo è stato un esempio: ha dimostrato che c’è anche quando c’è da soffrire».

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