Sassuolo a fari spenti Per Bucchi opaco debutto
I neroverdi deludono e rischiano grosso sulla traversa di Biraschi
REGGIO. Più Genoa che Sassuolo nel giorno del debutto di Cristian Bucchi da allenatore neroverde. Volendo guardare il bicchiere mezzo pieno il nuovo tecnico si può consolare col punticino, che certamente sta più stretto al collega Juric se non altro per la clamorosa traversa colpita al quarto d’ora della ripresa da Biraschi. Nel complesso il Genoa è apparso più convincente, rischiando poco o nulla contro un Sassuolo spento, mai pericoloso, con poche idee e gambe pesanti. Sinceramente ci si aspettava qualcosa di più dal Sassuolo targato Bucchi, ha dato la sensazione di essere meno esplosiva e imprevedibile rispetto al recente passato. Ovviamente è ancora troppo presto per fare paragoni o esprimere giudizi di qualsiasi tipo, è giusto dare tempo a Bucchi di plasmare un gruppo che sicuramente non è uscito rafforzato dal mercato (sinora inesistente in entrata, mentre in uscita se ne sono andati due pezzi da novanta come Pellegrini e Defrel), ma che punta tutto sulla continuità. La speranza è che la squadra possa trovare al più presto gioco e pericolosità in zona gol. Il calendario certamente non aiuta: il Sassuolo è atteso da due trasferte di fila a Torino e Bergamo, inframezzate dalla sosta, poi al Mapei Stadium arriverà la Juventus.
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FILOSOFIE OPPOSTE
Di fronte due squadre dalle opposte filosofie: da una parte il Sassuolo che ha cambiato allenatore ma ha mantenuto la squadra della scorsa stagione, dall’altra il Genoa che ha confermato Juric rivoluzionando la squadra. Sulla carta anche gli obiettivi sono diversi: i neroverdi puntano a collocarsi stabilmente nella parte sinistra della classifica pronti a stupire, i rossoblù – dopo il girone di ritorno thrilling dell’ultimo campionato – vogliono una tranquilla salvezza. C’è curiosità per il debutto di Cristian Bucchi. Dopo il grande ciclo con Eusebio Di Francesco in panchina, i neroverdi ripartono con un altro tecnico giovane e dal gioco offensivo anche se meno spinto e rigido del predecessore. Per l’efficacia giusto attendere il verdetto del campo.
MISSIROLI IN PANCHINA
Nella sua prima sulla panchina neroverde Bucchi conferma il 4-3-3 preferendo Sensi a Missiroli nell’undici di partenza. Tra i grifoni, accompagnati da un migliaio di tifosi che con canti incessanti trasformano il Mapei Stadium in una succursale del Ferraris, Galabinov prende il posto dell’infortunato Lapadula.
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Neroverdi subito aggressivi, pressano alto e, rispetto all’era Di Francesco, mostrano più palleggio e meno verticalizzazioni improvvise. Falcinelli si rende subito pericoloso (tiro alto che resterà il suo unico lampo del match), ma col passare dei minuti il Genoa si scioglie, ribatte colpo su colpo e la gara diventa equilibrata anche se avara di emozioni. Fino al 22’ quando Galabinov anticipa Cannavaro e tira: Consigli ci mette una pezza con un bel riflesso. Ripetendosi al 37’ per disinnescare una velenosa rasoiata di Veloso. Bucchi si sbraccia, incita i suoi ad essere più intraprendenti e costruire l’azione con meno frenesia, invertendo le fasce a Berardi e Politano. I neroverdi provano invano a stanare il Genoa che, più che un 3-4-3, adotta un 5-4-1 che riduce al minimo gli spazi.
SASSUOLO SBIADITO
Anche ad inizio ripresa la manovra neroverde stenta a decollare, meglio il Genoa che mostra più grinta e dinamismo in diversi interpreti. Il flemmatico Bucchi non si scompone e segue il match in giacca e cravatta, alternando braccia conserte a mani in tasca. Al 61’ il tecnico ha un sussulto come tutto l resto del Mapei Stadium: Lazovic crossa rasoterra dalla destra per Biraschi che calcia a colpo sicuro dall'altezza del dischetto, ma il suo tiro si infrange sulla traversa.
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Un gol più facile da fare che da sbagliare. Bucchi corre ai ripari e prova a scuotere i suoi con un doppio cambio: fuori Sensi e Politano, dentro Missiroli e Ragusa. Ma la musica non cambia: neroverdi sono volenterosi ma lenti ed inefficaci, soprattutto in fase offensiva. E dietro si balla come sul tiro cross di Laxalt che attraversa tutto lo specchio della porta a sette dal novantesimo. Bucchi si gioca anche la carta Matri al posto dell’evanescente Falcinelli mentre il Genoa fa debuttare il 15enne Salcedo. E’ proprio lui che nel finale chiama all’intervento Consigli a mano aperta. Grazie alle parate del portiere neroverde lo 0-0 è salvo e, a conti fatti, al Sassuolo è andata bene.
@Star_70_ . ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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