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E anche Francesca vive in un sogno

di Filippo Franchini
E anche Francesca vive in un sogno

Bertoni: «Coppa Europa, Mondiali ed ora sono qui, davvero un’estate fantastica»

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E’ un agosto pazzesco, quello che sta vivendo Francesca Bertoni. La ventitreenne pavullese della Fratellanza è atterrata lo scorso weekend a Taipei, dove rappresenterà l’Italia alle Universiadi, nei 3000 siepi femminili. Via oggi all’atletica, in programma da oggi a lunedì : Francesca scenderà in pista direttamente nella finale (annullate le batterie di domani) che la vedrà protagonista sabato alle 14,40. Ennesimo acuto di una estate sensazionale che, fra luglio ed agosto, l’ha vista firmare la terza prestazione italiana di sempre nei 3000 siepi in Coppa Europa, conquistare il tricolore assoluto per il secondo anno consecutivo ed esordire ai Campionati del Mondo, appena disputatisi a Londra.

Francesca, prima la Coppa Europa, poi i Mondiali ed adesso le Universiadi. Quanta soddisfazione c'è per la tua estate azzurra?

«Tantissima! Un’estate davvero fantastica: Lille, Londra e ora Taipei. Sono davvero contenta di aver avuto l’onore di rappresentare l’Italia per ben tre volte a livello europeo e mondiale. La responsabilità è molta, ma è altrettanta la voglia di fare bene, per tornare a rivestire l’azzurro da protagonista al più presto».

Il primo flash del tuo esordio mondiale?

«Un’esperienza unica, me la ricorderò per tutta la vita. Ogni momento vissuto a Londra è stato frastornante. Una scena su tutte, sicuramente il primo ingresso nello stadio, il pomeriggio prima della gara. Con le altre ragazze siamo andate nei nostri posti riservati, secondo anello, curva, all’altezza dei 400-300: boati pazzeschi per ogni atleta ed appena entrava in pedana un atleta inglese lo stadio sembrava espolodere. Una cosa da brividi!».

Dopo Londra, più "ce l'ho fatta" o "c’è ancora tanta strada da fare"?

«Senza dubbio di strada ce n’è da fare ... e anche tanta».

Un dettaglio del mondiale che ti ha lasciato a bocca aperta?

«Correre in batteria con le atlete che prendo ad esempio è stato un sogno, poi fare riscaldamento ed incrociare in pista Mo Farah, beh, fa un certo effetto».

Hai dichiarato a fine gara: "prima o poi correrò anch'io sui ritmi delle più forti": quanto può crescere ancora Francesca Bertoni?

«Il mondiale mi ha lasciato addosso un’enorme voglia di crescere, è la prima sensazione che ho avuto al termine della gara. Una sfida personale, che ogni giorno di più sento di potermi giocare. Devo allenarmi ancora tanto, ma voglio essere in grado di correre da protagonista a questi livelli».

Da Londra a Taipei: quanto sono speciali le Universiadi?

«Un evento mastodontico, con numeri davvero esorbitanti, fra atleti ed addetti ai lavori coinvolti. Al villaggio si percepisce un’atmosfera unica, in mezzo ad atleti di tantissimi sport diversi, ma l’emozione più grande l’ho provata durante la cerimonia d’apertura, sfilando nello stadio alle spalle di Gregorio Paltrinieri, il nostro portabandiera».

Cosa ti aspetti dalla tua gara?

«Guarderò solo a me stessa, cercando di correre bene e dare il massimo sin dal primo metro. Sarà certamente una gara di alto livello: guardando i tempi di accredito delle mie avversarie, siamo in una decina con crono del tutto sovrapponibili, quindi mi aspetto una bella battaglia».

A Pavullo domenica ci sono le 4 Torri, dove tutto ebbe inizio.

«Sì, le 4 Torri sono state la mia prima gara podistica. Ho un legame speciale con quella gara, ogni estate ci ho sempre tenuto particolarmente ad esserci, sin da quando ero piccola, perché c’è un intero paese pronto ad applaudire gli atleti sul percorso, la gara è organizzata molto bene e si corre circondati da un paesaggio notevole. Provare per credere!».

Tu a Taipei, Giacobazzi, Colombini, Santi e Casolari al Sestriere, nel ritiro federale di mezzofondo. Pavullo sempre più in alto: qual è il segreto?

«Una cosa ci ha sempre accomunato: dare il 100% di noi stessi per raggiungere i nostri obiettivi, riuscendo al contempo a far convivere la fatica ed il divertimento, in una situazione di equilibrio».

Cosa riporterai a Modena del tuo agosto internazionale?

«Tornerò a casa più matura a livello atletico, sportivo e personale. In queste trasferte ho imparato molto, anche al di fuori dell’ambito atletico. Sono esperienze che fanno crescere tantissimo».

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