Gazzetta di Modena

Sport

Malcore, il faro acceso del Carpi

di Fabio Garagnani
Malcore, il faro acceso del Carpi

Black out delle luci nel finale rischia di spegnere il gioiello del bomber che stende il Novara

4 MINUTI DI LETTURA





CARPI. Esordio vincente per il Carpi di mister Calabro, tanto bello nel primo tempo quanto disposto alla sofferenza nel secondo. Un eurogol di Malcore dopo quattro minuti basta ai biancorossi per portare a casa i tre punti, ma quanta sofferenza di fronte agli assalti disperati del Novara.

LE SCELTE IN AVVIO

Il primo Carpi della stagione non può riservare grandi sorprese. Mister Calabro aspetta dal mercato risorse per la difesa, dove è obbligato ad insistere sul trio composto da Sabbione, Capela e Poli. Ne cambia però leggermente la disposizione spostando Poli al centro. La squalifica di Nzola e il forfait dell’ultimo minuto di Concas, utilizzabile anche in trequarti, tolgono alternative sul fronte di attacco, dove Malcore affianca Mbakogu. In mediana, il tecnico punta sulla duttilità di Pasciuti e nel ruolo di interno lancia Saber. Ne fanno le spese Giorico e il giovanissimo Saric: il primo non è evidentemente ancora ritenuto pronto a prendere in mano la manovra del Carpi, mentre il secondo va in panchina dopo un agosto da titolare. Nel Novara, il carpigiano – e capitano – Casarini recupera a tempo di record dalla distorsione alla caviglia. Prende posto nel centrocampo a cinque, nel quale a sorpresa è inserito anche Tartaglia.

MALCORE ROMPE IL GHIACCIO

Il campionato biancorosso si apre col giuramento di capitan Fabrizio Poli, e con l’auspicio della curva biancorossa: “Da sempre per sempre immortali: squadra rinnovata, passione immutata”. Prima del fischio di avvio, il Cabassi si ferma per un minuto in ricordo delle vittime del terremoto che ha colpito Ischia nei giorni scorsi. La partita inizia nel peggiore dei modi per il Novara, che perde Tartaglia,problema al ginocchio, già dopo un paio di giri di lancetta. Ma l’afosa serata è destinata a mettersi presto in salita per gli ospiti: ci pensa Malcore al 4’ ad intercettare palla sulla trequarti, inquadrare la porta e infilare la palla sotto la traversa. Con un gran lavoro del centrocampo, i padroni di casa ingessano la manovra ospite, che non riesce mai ad avvicinarsi a Colombi. Anzi, al 18’ c’è un’altra magia di Malcore che accarezza la palla a centrocampo e serve Mbakogu in profondità. Il nigeriano spreca colpevolmente la palla del raddoppio sparando su Montipò in uscita bassa. A metà tempo, pausa ristoratrice per i 22 in campo: l’arbitro concede un time out di un paio di minuti per esorcizzare l’umidità e il caldo che assediano il Cabassi. Il break non rompe l’equilibrio della partita, che continua a pendere dalla parte del Carpi, in controllo del centrocampo anche quando la palla è tra i piedi degli azzurri. Con Macheda e Sansone neutralizzati e mal serviti, i sussulti piemontesi possono arrivare solo dagli esterni, soprattutto da destra, dove cresce il nuovo entrato Di Mariano, che col passare dei minuti riesce a mettere in difficoltà Pachonik. Proprio sulle fasce si sviluppa l’azione che manda alla conclusione sul finale del tempo prima lo stesso Di Mariano, mura Poli, poi Ronaldo a colpo sicuro, miracolo di Colombi.

ASSEDIO NOVARA

Al rientro in campo, il Novara alza la linea del pressing e manda in difficoltà il Carpi, graziato subito da Sansone, in leggero ritardo sul cross da sinistra di Calderoni. Gli ospiti attaccano spesso a pieno organico, costringendo il Capri nella sua metà campo, spesso penalizzato da marchiani errori di misura nella manovra. In una delle rare azioni di alleggerimento il Carpi è pure sfortunato, cogliendo un palo pieno con Jelenic, poi Chiosa devia la botta di Malcore. La squadra di Calabro passa a un 5-3-1-1, in parte per scelta e in parte per necessità. Il tecnico deve infatti sostituire Mbakogu, dolorante al ginocchio, piazza Romano alle spalle di Malcore e accentra Jelenic per lasciar spazio a Bittante.

Al 41’ un improvviso calo di tensione lascia il Cabassi senza luci. Lo spettro della sfida al Braglia contro il Padova si dissolve dopo pochi minuti, quando torna l’illuminazione e si ricomincia con il disperato assalto degli Azzurri, che si avvicinano un paio di volte alla porta con Da Cruz. Un altro miracolo di Colombi su Chajia e una serie di furibonde mischie sottoporta chiudono i quattro lunghissimi minuti di recupero. L’esordio del Carpi 2.0 è vincente.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google