Modena, agitazione in sede. Oggi sciopero?
I dipendenti reclamano due mensilità arretrate e la quattordicesima: se Antonio Caliendo non paga entro oggi scatta una clamorosa protesta
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Due mesi di arretrati e la quattordicesima. I dipendenti del Modena, il riferimento è a quelli che lavorano in sede e comunque svolgono mansioni all’interno della società estranea alla sfera tecnica e della squadra, sono in credito con Antonio Caliendo e si sono stancati di aspettare.
Anche l’amore per il Modena Calcio e per la squadra, aspetto che finora ha bloccato qualsiasi forma di protesta, sta cedendo di fronte alle inadempienze del patron gialloblù. Perchè, se i calciatori sono tutelati dalla Covisoc che effettua regolari controlli e infligge penalizzazioni a chi non sta in pari, chi lavora nella sfera amministrativa e nell’organizzazione della società non ha le stesse garanzie.
E il non aver percepito lo stipendio per due mesi e nemmeno la quattordicesima mensilità ha creato una situazione davvero difficile da sopportare per chi con quei soldi ci deve vivere ed eventualmente sostenere una famiglia. Il malumore regna da parecchio tempo e la “causa di forza maggiore” ha finora prevalso per il bene che tutti i dipendenti del Modena vogliono al club canarino. Ma il vaso è colmo e se dopo tante promesse oggi Caliendo non farà arrivare i bonifici ai propri dipendenti potrebbe scattare una clamorosa protesta.
Ieri, infatti, circolava con insistenza la voce che questa mattina i dipendenti della sede potrebbero presentarsi in viale Monte Kosica senza recarsi però sul posto di lavoro. Uno sciopero per reclamare il loro sacrosanto diritto di percepire lo stipendio, una specie di sit in per denunciare una situazione divenuta ormai insopportabile.
Caliendo è arrivato ieri a Modena ed è stato in sede tutto il pomeriggio per una riunione tecnica con Capuano e per cercare di finalizzare con il tecnico gialloblù le operazioni da concludere in volata sul mercato.
Pare che abbia anche cercato di rassicurare i suoi dipendenti sul fatto che oggi risolverà il problema degli stipendi e che sia deciso a mantenere la parola. Se così non sarà la minaccia dello sciopero potrebbe quasi sicuramente trasformarsi in realtà.
Anche l’amore per il Modena Calcio e per la squadra, aspetto che finora ha bloccato qualsiasi forma di protesta, sta cedendo di fronte alle inadempienze del patron gialloblù. Perchè, se i calciatori sono tutelati dalla Covisoc che effettua regolari controlli e infligge penalizzazioni a chi non sta in pari, chi lavora nella sfera amministrativa e nell’organizzazione della società non ha le stesse garanzie.
E il non aver percepito lo stipendio per due mesi e nemmeno la quattordicesima mensilità ha creato una situazione davvero difficile da sopportare per chi con quei soldi ci deve vivere ed eventualmente sostenere una famiglia. Il malumore regna da parecchio tempo e la “causa di forza maggiore” ha finora prevalso per il bene che tutti i dipendenti del Modena vogliono al club canarino. Ma il vaso è colmo e se dopo tante promesse oggi Caliendo non farà arrivare i bonifici ai propri dipendenti potrebbe scattare una clamorosa protesta.
Ieri, infatti, circolava con insistenza la voce che questa mattina i dipendenti della sede potrebbero presentarsi in viale Monte Kosica senza recarsi però sul posto di lavoro. Uno sciopero per reclamare il loro sacrosanto diritto di percepire lo stipendio, una specie di sit in per denunciare una situazione divenuta ormai insopportabile.
Caliendo è arrivato ieri a Modena ed è stato in sede tutto il pomeriggio per una riunione tecnica con Capuano e per cercare di finalizzare con il tecnico gialloblù le operazioni da concludere in volata sul mercato.
Pare che abbia anche cercato di rassicurare i suoi dipendenti sul fatto che oggi risolverà il problema degli stipendi e che sia deciso a mantenere la parola. Se così non sarà la minaccia dello sciopero potrebbe quasi sicuramente trasformarsi in realtà.
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