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Modena, i dipendenti non scioperano e Capuano fa il blitz

Modena, i dipendenti non scioperano e Capuano fa il blitz

Colloquio top secret in sede con Caliendo ieri mattina Il tecnico lascia l’allenamento per trattare Belingheri

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Doveva essere il giorno dello sciopero dei dipendenti, minacciato lunedì sera per le due mensilità più quattordicesima in arretrato, invece ieri in casa Modena tutto è andato avanti più o meno come sempre. Più o meno, perché in mattinata Antonio Caliendo ha affrontato il problema insieme a chi legittimamente reclama il proprio stipendio: cosa ci si sia detto resta top secret, protetto dalle finestre chiuse della sede di viale Monte Kosica e dalle bocche cucite per il resto della giornata. Che la situazione stia precipitando non è più un mistero, ciò che ci si continua a chiedere è se e quando si arriverà al punto di non ritorno, a patto che non lo si sia raggiunto. In tutto questo c’è anche una squadra, che ha debuttato con una sconfitta a San Benedetto del Tronto e che presto sarà penalizzata per il ritardo nel pagamento di Irap e Irpef. A 48 ore dalla fine del mercato servono ancora almeno tre pedine per provare a sperare in un miracolo almeno sul campo, sempre che serva a qualcosa, ma Ezio Capuano non demorde. A costo di abbandonare la seduta di allenamento, come accaduto ieri: verso le 18, quando i canarini erano impegnati con il preparatore Truda per un richiamo atletico, il tecnico è corso verso la sede e non è più comparso. Il motivo si è scoperto poche ore dopo, quando Capuano era a Milano per convincere Luca Belingheri a tornare a vestire la maglia del Modena. Nel suo ruolo di tuttofare, dunque anche direttore sportivo, il mister di Pescopagano ha dovuto fare anche questo. Se la missione sia riuscita lo si scoprirà solo oggi, ma il blitz milanese a ieri sera faceva propendere per una conclusione positiva della trattativa. Per il Modena sarebbe oro colato, visto quello che passa il convento. Convincere un giocatore della bontà di un progetto che non poggia su basi societarie solide, d’altronde, sta diventando un’impresa. Se per il centrocampista della Cremonese potrebbe giocare un ruolo decisivo il fatto di aver già vestito la maglia gialloblù nella stagione di serie B culminata con la retrocessione, per molti altri colleghi ci sono ben poche carte da giocarsi. Ma in questi ultimi due giorni di mercato servono un regista e una punta, oltre a cercare una sistemazione per cinque giocatori (Salifu, Olivera, Sakaj, Nolè e Fautario) ad oggi ancora sotto contratto. (m.c.)

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