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Carnevali: «Avanti con la nostra linea»

di Giacomo Gullo
Squinzi e Carnevali
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Squinzi e Carnevali

L’‘ad’ del Sassuolo: «Non c’era bisogna di stravolgere tutto»

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Conclusa l’interminabile finestra estiva di mercato, Giovanni Carnevali traccia il bilancio, non solo economico, delle trattative neroverdi. L’ultimo giorno di mercato non ha portato gli attesi botti finali ma l’amministratore delegato del Sassuolo si dice comunque soddisfatto: «Ho letto che in molti si aspettavano qualcosa da parte nostra nel rush finale del mercato. Ma una società che ha un progetto e una programmazione seri non ha bisogno di stravolgere tutto all’ultimo giorno…».

Carnevali, l’addio di mister Di Francesco sembrava il preludio ad una rivoluzione tecnica che avrebbe cambiato l’ossatura della squadra. Invece…

«La cosa più importante è stata riuscire a trattenere i tanti giocatori che avevano richieste: Acerbi Politano, Falcinelli, Duncan, Berardi, Consigli. Significa che questi ragazzi hanno sposato il nostro progetto».

Se ne sono andati però elementi di peso come Pellegrini e Defrel.

«Però è rientrato Falcinelli, che l’anno scorso ha fatto molto bene a Crotone, e sono arrivati ragazzi come Frattesi, Cassata, Goldaniga. Tutti giovani che sono molto considerati nel panorama calcistico nazionale e che ci consentono di portare avanti la nostra linea».

Che è stata messa in discussione dal caso Peluso e Matri.

«Hanno ricevuto delle proposte di contratti lunghi mentre il Sassuolo per i giocatori più esperti ha sempre rinnovato di anno in anno. È successo con molti anche quest’anno. Nel momento in cui loro hanno ricevuto queste offerte da altri club, di comune accordo abbiamo deciso che se avessimo trovato sostituti all’altezza li avremmo lasciati. Non è stato così quindi sono rimasti».

La vicenda avrà degli strascichi nello spogliatoio, secondo lei?

«Non ho dubbi sulla loro professionalità: sono dei campioni, che hanno sempre dimostrato a tutti come ci si comporta in uno spogliatoio. Al momento debito, ci ritroveremo per discutere del loro rinnovo: era già preventivato prima che arrivassero queste offerte».

Di nomi per il sostituto di Matri, però, ne sono circolati tanti. L’ultimo è stato Zapata.

«È stato l’unico che abbiamo cercato davvero. C’è stato un rilancio economico importante della Sampdoria ma noi siamo il Sassuolo e non crediamo giusto pagare 22 milioni per un giocatore pur bravo come Zapata».

Ma la trattativa è saltata per la famosa opzione chiesta dal Napoli su Berardi?

«Il Napoli voleva un’opzione sul giocatore, abbiamo preferito non darla. Berardi è un elemento fondamentale e non volevamo vincolarci a nessuno per il futuro. E poi speriamo che Domenico possa essere una bandiera di questa squadra».

Anche Lo Faso era un vostro obiettivo.

«Non ci interessava: anche in attacco abbiamo giocatori giovani da valorizzare, non aveva senso aggiungerne un altro».

Qual è il suo bilancio di questa sessione di mercato?

«Abbiamo portato avanti la nostra programmazione, tenuto botta di fronte a richieste importanti e lasciato partire altri, come Iemmello, che hanno ricevuto offerte difficili da rifiutare. E abbiamo fatto tutto questo rispettando le regole del fair play finanziario e mantenendo i conti in ordine. Non so se tutte le squadre possono dire lo stesso e questo lascia qualche elemento di preoccupazione per il futuro del sistema».

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